Medici di medicina generale e tecnologie

Un’indagine condotta dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano, in collaborazione con il Centro Studi della FIMMG e con il supporto di DoxaPharma, su un campione di 602 medici di medicina generale ha messo in luce la disponibilità dei medici di famiglia a implementare la tecnologia presente nei propri studi con soluzioni digitali in grado di avvicinare il medico al paziente (90%), ma anche con strumenti tecnologici per fare alcune indagini diagnostiche direttamente in studio.

Ecco alcuni esempi: l’83% utilizza o vorrebbe utilizzare l’ECG, l’82% la spirometria, il 75% l’holter pressorio, il 69% l’holter cardiaco, il 67% la teledermatologia.

Ampia anche la disponibilità ad adottare nuovi strumenti per entrare in contatto con i propri assistiti, a partire da e-mail, sms e WhatsApp, già usati rispettivamente dall’85%, 65% e 64% degli interpellati, per arrivare a piattaforme certificate che interesserebbero almeno il 44% del campione.
Secondo i medici, inoltre, è importante poter contare su strumenti che permettono di stare in contatto con altri attori della sanità, come colleghi della continuità assistenziale (90%) e infermieri (85%).
Tra gli strumenti che dovrebbero essere implementati in quanto utili vi è anche il Fascicolo sanitario elettronico, considerato utile per condividere referti, verbali e lettere di dimissione dal 92% del campione, per condividere il dossier farmaceutico del paziente dal 91%, per condividere il profilo sanitario sintetico e le vaccinazioni dall’87%.

Purtroppo, però, il FSE è ancora poco conosciuto tanto dai cittadini quanto dagli stessi MMG.

Paolo Misericordia, responsabile del Centro Studi della FIMMG, sottolinea: «questi dati dimostrano che tra i MMG resta alto l’interesse per il mondo digitale applicato alla professione.
Questi numeri sono destinati a un sicuro e rapido aumento nelle prossime stagioni a seguito del ricambio generazionale che sta impattando con forza sulla nostra categoria.

Alle elevate disponibilità agli investimenti della categoria, è lecito adesso attendersi quadri normativi e contrattuali che ricomprendano queste ipotesi per dare risposte organizzative convincenti».

L’indagine ha infatti messo in luce la disponibilità dei medici interpellati a investire per poter introdurre servizi tecnologici in studio: il 24% degli intervistati è disponibile a investire fino a 50 € al mese, il 31% da 50 a 100 € e il 14% da 100 a 150 €.

Chiara Sgarbossa, direttore dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano ha evidenziato il ruolo del FSE: «il Fascicolo Sanitario Elettronico può essere uno strumento molto utile nella presa in carico dei pazienti, ma oggi i medici di medicina generale non ne conoscono appieno i benefici e molti cittadini non sono consapevoli della sua esistenza (solo il 21% ne ha sentito parlare). Occorre quindi investire su una comunicazione efficace verso medici e cittadini, affinché il FSE – oggi disponibile in quasi tutte le Regioni italiane – non sia solo un contenitore di referti, ma uno strumento fondamentale per la continuità di cura».

Stefania Somaré

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