Medicina dello sport, in Lombardia rete regionale per diagnosi, cura e prevenzione di atleti agonisti

rete medicina sport Regione Lombardia

La rete regionale sperimentale di Medicina e Patologia dello Sport avviata in Lombardia è un modello organizzativo all’avanguardia che supera la frammentazione dei percorsi sanitari per offrire agli atleti una presa in carico strutturata, multidisciplinare e continuativa.

L’iniziata è stata presentata dal direttore generale della Direzione Welfare regionale Mario Melazzini e dai direttori generali delle Asst coinvolte Maria Grazia Colombo (Asst Fatebenefratelli-Sacco), Ida Ramponi (Asst Valtellina e Alto Lario) e Guido Grignaffini (Asst di Lodi).

La Rete è nata con il patrocinio di Coni Lombardia, Comitato Italiano Paralimpico Lombardia e Federazione Medico Sportiva Italiani Milano. Capofila è l’Asst Fatebenefratelli-Sacco, l’Ospedale Sacco coordinerà un network di eccellenze che include il presidio ospedaliero di Sondalo (Asst Valtellina e Alto Lario) e l’Asst di Lodi.

Un modello fluido e multidisciplinare

Il progetto si propone di trasformare l’evento traumatico dell’infortunio in un percorso fluido: dalla diagnosi all’intervento, fino alla riabilitazione e al return to play. Il nuovo modello introduce protocolli regionali standardizzati per eliminare le disomogeneità territoriali e garantire che ogni atleta riceva uno standard di cura elevato.

Cuore operativo della rete al Sacco coinvolge numerose specialità: Chirurgia, Ortopedia e Traumatologia, Otorinolaringoiatria, Oculistica, Cardiologia, Allergologia, Fisiatria e Riabilitazione.

L’accesso alla sperimentazione è riservato ai tesserati delle Federazioni Nazionali, delle Discipline Sportive Associate e degli Enti di Promozione Sportiva affiliati al Coni. Gli atleti potranno accedere tramite agende dedicate e canali ordinari del SSN, percorsi di secondo livello per approfondimenti specialistici, équipe multidisciplinari per casi complessi.

Un pilastro della Rete è la medicina paralimpica, con percorsi diagnostici e riabilitativi specifici per atleti disabili, capitalizzando l’esperienza d’eccellenza maturata nel presidio di Sondalo.

I dati del 2026 (tempi d’attesa, appropriatezza degli invii, efficacia clinica) permetteranno, nel 2027, di valutare la trasformazione del modello in struttura permanente del SSR.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here