Melanoma metastatico, uno studio della Fondazione Nibit

Melanoma metastatico, uno studio della Fondazione Nibit
Anna Maria Di Giacomo

Al congresso internazionale dell’American Association for Cancer Research sono stati presentati i risultati preliminari di uno studio portato avanti dalla Fondazione NIBIT-Network Italiano per la Bioterapia dei Tumori.
Si tratta di uno studio rivoluzionario, perché per la prima volta è stata individuata una combinazione di farmaci che sembra ridurre le difese del tumore, in particolare il melanoma metastatico.
A essere coinvolti sono un farmaco epigenetico di seconda generazione, la guadecitabina, e uno immunoterapico, l’anticorpo anti-CTLA4 ipilimumab.
Si tratta di uno studio di fase 1 al quale hanno partecipato 19 pazienti con melanoma metastatico.
La scelta di utilizzare la sinergia tra epigenetica e immunologia viene da anni di studi pre-clinici, supportati anche da Airc, che hanno permesso di evidenziare il ruolo e l’influenza dell’epigenetica, ovvero della modulazione del funzionamento del DNA, sui tumori.
Lo studio e i suoi risultati sono così interessanti che sono in partenza altri studi da parte di altre importanti realtà scientifiche.

Anna Maria Di Giacomo, Oncologo Medico della U.O.C. Immunoterapia Oncologica e coordinatore della Sezione degli studi di fase I/II del CIO dell’AOU Senese, nonchĂ© principal investigator dello studio, ha sottolineato: «questo studio si basa sull’idea di utilizzare insieme un farmaco epigenetico, capace di modificare le caratteristiche immunologiche del tumore e dell’ambiente in cui vive per renderlo piĂą visibile alle difese immunitarie, e un anticorpo immunomodulante che attiva il sistema immunitario in modo che sia maggiormente reattivo a riconoscere le cellule tumorali modificate.
Si tratta di una strategia innovativa, sequenziale, che punta quindi a fare abbassare la guardia al tumore, rendendo piĂą efficace l’attivitĂ  dell’immunoterapia e, di conseguenza, del sistema immunitario, nel far regredire il tumore.
I dati iniziali che presenteremo al congresso AACR confermano quello che abbiamo osservato in fase pre-clinica, ovvero che questa strategia funziona».

Stefania Somaré