Mezzolombardo: l’ospedale green è una realtà

Anche grazie alla certificazione LEED, la nuova struttura sanitaria trentina si propone come esempio per una nuova generazione di ospedali caratterizzati da elevati livelli di sostenibilità edilizia, energetica e ambientale.

Gli edifici sono la principale fonte di emissioni climalteranti in Europa e, già dal gennaio 2019, le normative in materia prevedono che tutti gli edifici pubblici di nuova costruzione siano classificabili nZEB (energia quasi zero). L’ospedale di Mezzolombardo dimostra che questo obiettivo può essere perseguito con successo anche per strutture estremamente energivore come gli ospedali.

Ing. Gianluca Vigne – Trentino Progetti

Ne abbiamo parlato con l’ing. Gianluca Vigne (Trentino Progetti): «L’iniziativa per la costruzione del nuovo ospedale è nata dall’amministrazione provinciale che, a seguito di alcune perizie, decise di chiudere il preesistente presidio – risalente al periodo della dominazione asburgica – e attivò contestualmente una procedura per la sua demolizione.
Si è trattato di una decisione accorta, in quanto l’edificio versava in pessime condizioni e la sua eventuale riqualificazione avrebbe restituito una struttura poco adeguata alle necessità della sanità contemporanea, senza apprezzabili vantaggi sotto il profilo economico soprattutto dal punto di vista gestionale.

 

Fu perciò allestito un punto provvisorio per il primo soccorso con ambulatorio prelievi, in modo da mantenere un presidio medico-sanitario nella zona, allestendo una rete di collegamento mediante ambulanze con gli altri ospedali. L’intera operazione è stata condotta contemporaneamente alla gara europea per l’appalto integrato, in tempi estremamente rapidi.
Ci siamo aggiudicati la commessa per la progettazione, costruzione e gestione tecnica (calore, energia, impianti e manutenzioni edilizie e impiantistiche) del nuovo ospedale in associazione temporanea con numerose imprese fra cui la mandataria Mak Costruzioni».
L’offerta dei servizi sanitari è stata poi ricalibrata…

«Questa decisione è sopraggiunta successivamente ed è legata alla nuova programmazione delle attività sanitarie provinciali. In sintesi, sono state potenziale le funzioni ambulatoriali e le attività distrettuali a vocazione socio-sanitaria, mantenendo comunque un reparto di degenza di rilievo territoriale e inserendo una struttura residenziale per pazienti terminali.
Anche in questo caso il committente pubblico ha agito in modo previdente. Il bando prevedeva infatti un edificio con sezione a corpo quintuplo che, alla luce dell’evoluzione dei nuovi indirizzi, ha facilitato l’adeguamento dell’assetto spazio-funzionale originario al nuovo quadro esigenziale e che permetterà in futuro ulteriori modifiche minimpattanti sia per le attività già presenti, sia sotto il profilo economico».

Energia e sostenibilità

Anche la richiesta di sviluppare il progetto attenendosi ai criteri per la certificazione LEED era contemplata dal bando di gara?
«Sì. Il Green Building Council Italia – l’ente privato che gestisce queste procedure – ha sede in Trentino e la locale pubblica amministrazione – particolarmente sensibile alle tematiche della sostenibilità energetica e ambientale del costruito – ha deciso di applicare quel protocollo in tutti gli interventi inerenti il proprio patrimonio edilizio.

In sede di gara, ai concorrenti è stata lasciata libertà di scegliere quale livello di classificazione proporre per i rispettivi progetti: nel nostro caso abbiamo puntato sul Platinum – il più elevato previsto dal protocollo. Sempre considerando le modifiche al programma funzionale originario, anche questa scelta si è dimostrata avveduta».
Per quali ragioni?
«Innanzitutto gli standard tecnico-prestazionali previsti dal protocollo per la parte impiantistica sono elevati. Di conseguenza il progetto è stato sviluppato prevedendo una dotazione tecnologica di base superiore rispetto alla media di altri progetti analoghi, facilitando nei fatti anche l’adeguamento dell’ospedale alle nuove esigenze.

In pratica i sistemi impiantistici risultano ridondanti, ma non per questo meno efficienti. Anzi, il contenimento dei consumi che si ottiene perseguendo una classificazione di alto profilo rende gli edifici estremamente performanti dal punto di vista energetico. Nel caso di un ospedale, queste prestazioni si traducono non solo in un più alto livello di sicurezza, ma anche in significativi risparmi di gestione.
Mi riferisco, per esempio, ai sistemi per la generazione combinata di elettricità e calore, all’impiego di pompe di calore geotermiche per la climatizzazione, al recupero del calore dall’aria espulsa dalle unità di trattamento dell’aria, alle prestazioni termoisolanti dell’involucro edilizio ecc.

L’insieme di questi accorgimenti permette di ridurre il fabbisogno di energia primaria al punto che il ricorso alle fonti rinnovabili diventa conveniente anche nel caso di un ospedale. Il tutto a fronte di extracosti iniziali contenuti rispetto alla spesa complessiva, che saranno rapidamente recuperati in fase di gestione.
In una prospettiva quanto mai attuale, questo approccio consentirebbe di trasformare gli ospedali da edifici energivori e inquinanti in nodi di smart grid locali, attraverso le quali mettere a disposizione la loro capacità di produrre energia e calore in modo abbondante, efficiente e sostenibile».

Ecologia della costruzione

Quali sono i vantaggi del ricorso alla certificazione LEED al di fuori dell’ambito energetico?
«Il protocollo interessa numerosi altri campi che hanno attinenza con l’impatto ambientale complessivo dell’edificio sia durante la costruzione, sia nel corso dell’esercizio, valutando ad esempio le scelte insediative, la dotazione di servizi per la mobilità sostenibile, le soluzioni in tema di risparmio delle risorse idriche, la qualità ambientale degli spazi costruiti ecc.
Nel caso dei prodotti per l’edilizia il protocollo considera in modo premiante sia l’impiego dei materiali riciclati e riciclabili, con l’obiettivo di contenere il consumo di materiali vergini, sia la distanza delle fonti approvvigionamento dal sito di costruzione, per ridurre l’impatto delle emissioni climalteranti riconducibili al trasporto dei materiali stessi.

Anche nella scelta dei prodotti di finitura sono privilegiati quelli esenti da tossiche o potenzialmente pericolose, allo scopo di minimizzare l’emissione negli spazi abitati delle frazioni volatili in essi contenute e nocive per inalazione, come le vernici, i collanti, ecc..
Per il progettista, il protocollo costituisce perciò un vero e proprio vademecum finalizzato alla sostenibilità dell’edificio che non si esaurisce con la costruzione, ma che contempla anche verifiche ex post che determinano nel tempo il mantenimento del rating raggiunto in sede di progettazione e costruzione, ad esempio per quanto riguarda i prodotti per la sanificazione degli ambienti, le pulizie, l’addolcimento dell’acqua ecc.».

Tornando al progetto per l’ospedale di Mezzolombardo, quali sono gli altri aspetti significativi?
«Sicuramente le soluzioni adottate per l’isolamento della struttura dai terremoti – fattore fondamentale per la funzionalità di qualsiasi opera strategica in caso di evento avverso – come anche il ricorso a sistemi costruttivi a secco per i divisori esterni e interni – utilizzando in modo esteso il legno secondo stratigrafie che ne enfatizzano le proprietà termofonoisolanti, la tenuta all’aria ecc.

Si tratta di un materiale inusuale negli ospedali ma che, anche grazie al ricorso a una parziale prefabbricazione, ha assicurato una notevole facilità e velocità di lavorazione in cantiere, garantendo la totale assenza di umidità ai locali appena completati, a garanzia della salubrità degli ambienti per pazienti e personale. Tutto questo a fronte di costi pressoché in linea con quelli di altri ospedali di piccole e medie dimensioni – conclude l’ing. Vigne – nell’ordine di 1.540 euro/m²».

Giuseppe La Franca
architetto

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