Neuroriabilitazione, il manuale dell’Irccs Santa Lucia

Gli autori del manuale

L’Irccs Santa Lucia di Roma ha pubblicato il primo manuale italiano dedicato alla cura di tutte le patologie del sistema nervoso secondo un approccio multispecialistico, dall’ictus al trauma cranico, dalla sclerosi multipla all’Alzheimer, dal morbo di Parkinson alla paralisi cerebrale.

Come si intuisce dal titolo (“Fondazione Santa Lucia Handbook of Neurorehabilitation and principles of Neurology”), il testo è scritto in inglese, per essere accessibile anche a professionisti di altri Paesi, il volume è la summa dei contributi di 143 specialisti coinvolti nel processo diagnostico-terapeutico di queste patologie, in gran parte dello stesso istituto capitolino, ma non solo: medici, fisioterapisti, logopedisti, terapisti occupazionali, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, psicologi e neuropsicologi, infermieri e operatori socio-sanitari, ingegneri biomedici insieme a ricercatori di diverse discipline afferenti all’ambito delle neuroscienze.

I curatori sono il direttore scientifico Carlo Caltagirone, lo psicologo Fabrizio Piras e la neurologa Paola Imbriani. Scopo del testo, guidare i professionisti coinvolti nella gestione di malattie neurologiche e neurodegenerative attraverso le varie fasi del percorso terapeutico, quella neurologica, neurochirurgica e infine quella neuroriabilitativa, il tutto sempre in una prospettiva integrata.

Spiega il prof. Caltagirone: «il Global Burden of Disease evidenzia come le malattie neurologiche rappresentino il più alto fattore d’incremento del DALY (Disability-Adjusted Life Year), indicatore che calcola gli anni di vita in salute persi a causa di morte precoce e disabilità. Questo ci offre la conferma della centralità della ricerca biomedica nel settore delle neuroscienze e l’urgenza di fornire risposte adeguate ai bisogni di neuroriabilitazione.
D’altro canto, le patologie che colpiscono il sistema nervoso costituiscono un crescente carico economico per i sistemi sanitari, per le famiglie e per i soggetti che ne sono colpiti.
Possiamo dire che queste patologie oggi costituiscono la vera sfida della nostra società per il benessere delle nostre comunità, resa ancora più urgente dagli effetti neurologici anche gravi del Sars-CoV-2, indagati dagli specialisti in tutto il mondo. Non è tutto: il virus ha avuto un impatto drammatico sulle persone colpite da disabilità di origine neurologica o da malattie neurodegenerative e demenze anche in modo indiretto: l’interruzione delle attività quotidiane e la riduzione dei contatti sociali hanno determinato il peggioramento di condizioni preesistenti. Questo quadro d’insieme ci ha fatto ritenere necessaria la redazione di questo volume».

La relazione tra Sars-CoV-2 e impatto sul sistema nervoso centrale sono numerose in letteratura e anche se occorre attendere per avere conferme, è oramai accertato che questo nuovo virus possa in qualche modo interferire con il cervello. D’altronde, uno dei sintomi più frequenti è stato da subito la anosmia, causata dall’infiammazione del nervo olfattivo. Inoltre, la cascata infiammatoria che colpisce alcuni soggetti dopo essere stati infettati dal Sars-CoV-2 può portare alla formazione di trombi che, a loro volta, possono indurre ictus o situazioni simili.

Inoltre, la mancanza di concentrazione e di memoria sono due degli aspetti caratteristiche della sindrome post acuta che colpisce molti dei pazienti guariti dal Covid-19. La pandemia ha però peggiorato una situazione pregressa: solo considerando l’Italia, l’ictus è la terza causa di morte, dopo patologie cardiovascolari e neoplasie: si parla di circa 200.000 casi l’anno, tra nuovi pazienti e quelli che incorrono in recidive. Un numero considerevole, considerando che nella maggior parte dei casi l’evento ictus lascia delle disabilità nei pazienti, più o meno gravi a seconda delle aree del cervello colpite.

Se a questi si aggiungono i pazienti che in qualche modo soffrono di patologie neurologiche o neurodegenerative, i numeri salgono facilmente: i casi conclamati di Alzheimer superano i 500.000 soggetti, ai quali se ne aggiungono ogni anno di nuovi legati all’invecchiamento… ma se si considerano tutte le demenze, allora il numero sale tranquillamente oltre il milione. Mentre per quanto riguarda il Parkinson i pazienti sono circa 400.000. E questi sono solo alcuni esempi: è chiaro che un manuale che illustri anche le ultime innovazioni in ambito tecnologico e i loro esiti su diagnosi, chirurgia e riabilitazione può essere molto utile.

Stefania Somaré

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