Perfettamente integrato nell’Ospedale di Pontedera, il pad. M risolve le criticità che negli ultimi anni avevano caratterizzato uno dei servizi ambulatoriali più impegnativi per pazienti e personale.
Attivato pochi mesi fa, il nuovo edificio per l’Emodialisi è risultato di una progettazione accurata dello spazio terapeutico e delle qualità ambientali di questo particolare spazio terapeutico.
L’arch. Enrico Castelli è Associato dello Studio Tecnico Gruppo Marche.
Rispondere alle aspettative dei pazienti
«Ci siamo aggiudicati la gara nazionale di progettazione, curando tutte le specialità tecniche nelle varie fasi dal preliminare fino alla direzione lavori. L’esperienza è stata molto interessante dal punto di vista metodologico: il quadro esigenziale è stato definito sia con il personale ospedaliero, sia con un’associazione di utenti.
L’attenzione si è quindi concentrata sulle concrete aspettative dei pazienti, che spesso restano inespresse. L’emodialisi interessa persone di ogni tipo e condizione clinica, più volte alla settimana anche per lunghi periodi della giornata. La qualità dello spazio della terapia è stata quindi fra gli obiettivi principali di un progetto, caratterizzato anche dai vincoli insistenti sull’area d’intervento.
La forma dell’edificio, per esempio, era praticamente obbligata. Abbiamo interpretato questo limite come motivo per valorizzare l’immagine architettonica, attraverso elementi emergenti caratterizzati da un giallo dal tono vivace come la scala posta sulla facciata ovest, che spezza la rigida stereometria dell’edificio, e il percorso pedonale che dall’ingresso all’area ospedaliera distribuisce tutti gli ingressi pedonali e la camera calda.
Le condizioni ambientali interne sono state accuratamente studiate per garantire un comfort adeguato alla notevole dimensione dello spazio interno, per quanto riguarda l’illuminazione naturale e artificiale, la climatizzazione, la salubrità dell’aria e il controllo acustico. Abbiamo anche tenuto conto delle esigenze gestionali, selezionando impianti performanti, affidabili e regolabili localmente, che richiedono una manutenzione minima».
Progettare la qualità ambientale
La grande sala trattamenti è lo spazio più importante dell’edificio.
«Si tratta di un unico locale di circa 300 m2 senza elementi verticali interni, concepito per consentire la visione libera verso tutte le postazioni semplicemente stando in piedi. Il percorso principale è situato in posizione mediana, evidenziato dal colore del pavimento e dal controsoffitto ribassato. Le aree per i pazienti sono caratterizzate da toni più chiari, che ispirano tranquillità e relax.
Complessivamente sono presenti sei cluster di quattro postazioni, più i locali per pazienti isolati, tutti equipaggiati con proprie aree di lavoro che riducono la necessità di spostamento degli operatori. I cluster sono separati da semipareti attrezzate, alte circa 130 cm dal pavimento, che garantiscono ai pazienti un buon livello di riservatezza senza impedire la visuale al personale.
Le scelte cromatiche hanno privilegiato colori tenui nella gamma del celeste, coordinati fra loro dalle superfici alle finiture agli arredi. I colori della pavimentazione separano le direttrici di spostamento dalle aree di sosta in modo visivamente apprezzabile. L’orientamento è facilitato anche dal trattamento dei controsoffitti, anch’essi differenziati fra spazi connettivi e per le terapie.

Tutte queste istanze sono confluite in un progetto caratterizzato sia da una struttura portante con campata unica di circa 13 m, che ha posto complessità anche di tipo strutturale e geotecnico, sia da impianti di tecnologicamente all’avanguardia, come nel caso della climatizzazione.
Rispetto ai più terminali diffusi, l’impiego delle travi a induzione assicura un elevato ricambio igienico dell’aria (3 vol/h) e, in contemporanea, il ricircolo dell’aria in ambiente (4 vol/h), senza pregiudizio per il comfort e praticamente senza emissioni acustiche. La regolazione locale avviene in automatico, come per l’illuminazione artificiale, anche a vantaggio del risparmio energetico».





