Pronto Soccorso Olimpico inaugurato al Niguarda

Efficiente, innovativo, rinnovato dalle fondamenta. Chiusi i cantieri dopo oltre tre mesi di lavori, il nuovo Pronto Soccorso dell’Ospedale Niguarda di Milano e il Reparto Olimpico sono stati ufficialmente inaugurati.

Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza delle autorità cittadine: il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il vicepresidente Marco Parolone, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, l’assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa e di Alberto Zoli, direttore generale dell’Ospedale Niguarda e medical care manager Lombardia per Milano Cortina 2026, e Giovanni Malagò, presidente Fondazione Milano Cortina 2026. Un importante progetto infrastrutturale che garantirà assistenza sanitaria di eccellenza agli atleti e alla family olimpica: l’Ospedale Olimpico della Lombardia è pronto alla sfida dei Giochi Invernali, che si apriranno il 6 febbraio prossimo.

Numeri stimati potenzialmente in crescita

104 mila accessi ogni anno, 300 giornalieri solo al Pronto Soccorso, 1.000 grandi traumi trattati quotidianamente ed emergenze, di cui Crans-Montana è solo l’ultimo caso: numeri che fanno del Pronto Soccorso dell’Ospedale Niguarda uno dei più grandi e innovativi d’Italia e in contesto europeo e internazionale.

Per rispondere alle esigenze dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026, il Niguarda si è (r)innovato: un Ospedale Olimpico con flussi reinventati e resi più efficienti e la creazione del Pronto Soccorso Olimpico e di un Reparto Olimpico dedicati agli atleti e alla family, l’insieme dei collaboratori e delle figure tecniche che affiancano gli sportivi. Inoltre sarà operativa, cuore nevralgico, una Centrale Olimpica dedicata, una vera e propria sala di comando capace di visualizzare ed elaborare in tempo reale tutti i dati relativi alla gestione sanitaria delle emergenze.

«La Lombardia con la creazione dell’Ospedale Olimpico – ha dichiarato Fontana – ha dimostrato ancora una volta la capacità di coniugare eccellenza sanitaria, innovazione e visione strategica. Questo intervento non è solo un investimento in vista dei Giochi Invernali, ma un’eredità concreta e duratura per i cittadini, che potranno contare, al termine delle Olimpiadi, in una struttura efficiente nei flussi e percorsi di triage e accoglienza, con tempi di attesa abbattuti e una presa in carico sempre più qualificata.
Un modello organizzativo moderno, basato su competenze, tecnologia e lavoro di squadra che rende la sanità lombarda protagonista anche sulla scena internazionale. Questo testimonia che i soldi delle olimpiadi non sono stati sprecati ma investiti per un progetto che guarda oltre ai Giochi invernali. Sarà una legacy che rimarrà ai cittadini e alla città di Milano, destinata alla cura ordinaria per l’Ospedale».

Il potenziamento e la creazione di nuove aree sanitarie ha richiesto un finanziamento di 50 milioni di euro, investiti da di Regione Lombardia, senza l’apporto di contributi di altre realtà istituzionali o private. Sono stati stanziati l’anno scorso, dopo un confronto con la Fondazione Milano-Cortina e il Comitato Olimpico, in cui sono state definite le esigenze minime e necessarie a garantire adeguata assistenza sanitaria, ripartiti fra i lavori di strutturazione e quanto fatto in Valtellina.

«La struttura viene oggi utilizzata per le Olimpiadi – ha aggiunto l’Assessore Bertolaso – e al termine delle manifestazioni sarà a disposizione di tutti i cittadini della Lombardia e di chiunque avesse bisogno di fare ricorso a un Pronto Soccorso di ultima generazione.
Questo progetto è l’anello di una catena, di uno sistema organizzativo allargato alle aree olimpiche di tutta la Valtellina: è stata ristrutturata l’Emergenza-Urgenza dell’Ospedale di Sondalo, è stata ampliato il Pronto Soccorso della Casa di Comunità di Bormio e a Livigno è stata creata una struttura sanitaria che fa riferimento al Pronto Soccorso. L’Ospedale di Niguarda resta il coordinatore del sistema che trasferisce competenze e personale garantendo assistenza qualificata anche oltre l’evento olimpico».

ll nuovo Pronto Soccorso

Ha un front office completamente ristrutturato e dei percorsi ripensati da zero per ottimizzare la gestione di ogni bisogno, dalle emergenze fino a quelli più lievi. Tutto è strettamente interconnesso: dalla piattaforma di elisoccorso alla sala operatoria d’emergenza (shock room), al Centro Ustioni, alla Anestesia e Rianimazione. Accoglie ogni giorno oltre 300 persone: di queste, l’80% può essere dimesso nella stessa giornata e ciò avviene con un’attesa massima di 5 ore.

Un ulteriore 15% ha bisogno di un ricovero ed è assistito in una specifica area del Pronto Soccorso, con posti letto dedicati. Una gestione così efficiente è possibile grazie a un completo ridisegno dei flussi che avvengono nel Pronto Soccorso e a un attento smistamento dei casi in base al loro bisogno di salute (il triage).

I flussi sono divisi in base alla complessità assistenziale e sono concepiti per ridurre a zero le attese nelle aree ad alta e a media complessità.

Alta complessità ed emergenze

Una parte dedicata all’alta complessità e alle emergenze, dotata anche di una shock room integrata dove i chirurghi possono operare in emergenza e dove si possono fare approfondimenti diagnostici immediati (TAC, ecografie, raggi X).

Percorso RAT (Rapid Assessment Treatment)

Qui vengono assistiti pazienti con problematiche che si risolveranno nella stessa giornata, e che quindi non avranno bisogno di ricovero. Nell’Area RAT le persone si accomodano su poltrone assistite e non su letti, in modo da ottimizzare il comfort ma anche gli spazi. Inoltre, sono possibili test rapidi che aiutano i sanitari a inquadrare il problema in tempi davvero brevi: alcuni test fondamentali (per esempio, gli esami del sangue di base o il test della troponina per verificare eventuali danni cardiaci) hanno un riscontro immediato, o possono essere ottenuti entro 16 minuti.

Osservazione Breve Intensiva

È l’area in cui sono monitorati pazienti più complessi. È attrezzata come un reparto di degenza, ma ha tutte le capacità di un Pronto Soccorso per intervenire rapidamente. Qui il paziente può essere tenuto in osservazione fino a un massimo di due giorni ed è un punto strategico in quanto dà al paziente la sicurezza di un’assistenza completa anche nelle urgenze e permette ai reparti di degenza di non essere ulteriormente sotto pressione quando il paziente ha necessità di un ricovero.

Area dei Codici Minori

Dedicata ai bisogni di salute non urgenti (codici verdi e bianchi), è separata dal resto del Pronto Soccorso e ha personale dedicato a pazienti che hanno bisogno di una bassa o bassissima complessità assistenziale. Pertanto i bisogni più lievi e gli accessi inappropriati non incidono sulle reali urgenze, e permettono di gestire in tempi rapidi anche questo tipo di richieste.

Pronto Soccorso Olimpico

Caratterizzato da un accesso diretto e separato rispetto al Pronto Soccorso dedicato ai cittadini, è dotato di 21 posti letto, di cui una stanza isolata con filtro, un open space con 10 postazioni e 4 stanze di degenza, per un totale di 10 posti letto dedicati. Accoglie pazienti della family olimpica che necessitano di cure urgenti, stabilizzazione, diagnostica e trattamento in emergenza-urgenza.

Reparto Olimpico

Si trova al terzo piano del Padiglione 16 ed è composto da 11 stanze di degenza: ciascuna ha un posto letto per il paziente e uno per l’eventuale accompagnatore. Ciascuna stanza è munita di impianti adeguati per poter fornire un’assistenza semintensiva, potendo ospitare pazienti anche critici che non richiedono l’assistenza in reparti di intensità assistenziale specialistica.

Centrale Olimpica

Ha il compito di monitorare in continuo la disponibilità delle Risorse Dedicate (Pronto Soccorso Olimpico e Reparto Olimpico) e delle Risorse Critiche (Apparecchiature diagnostiche, posti letto di Terapia Intensiva e dei Reparti di Alta Intensità assistenziale, Sale Operatorie), nonché delle Risorse Professionali. La Centrale, in particolare, garantisce la disponibilità delle risorse in rapporto alla quantità e alla tipologia degli accessi, anticipa e verifica la piena attuazione di tutti i percorsi, e monitora in tempo reale l’efficienza della risposta sanitaria.

Inoltre, garantisce lo svolgimento di tutte le attività di telemedicina attraverso la presa in carico e la verifica di tutte le richieste di teleconsulto specialistico che il personale di Niguarda offre a supporto di Policlinici Olimpici, Pronto Soccorso di altri ospedali e reparti ospedalieri, così come di televisita di controllo post dimissione per pazienti dei dimessi dai presidi sanitari olimpici. Infine, la Centrale Olimpica è integrata con la sala operativa dell’emergenza urgenza dedicata ai siti olimpici, gestita dall’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (AREU).

Una navetta interna

In vista dei Giochi Olimpici torna in funzione la navetta di Niguarda: due mezzi totalmente elettrici da 8 posti ciascuno che percorreranno l’anello interno ogni pochi minuti per accompagnare i pazienti, gli utenti, i visitatori ma anche i dipendenti nei vari Padiglioni dell’Ospedale. Dotata di funzioni per agevolare il trasporto di persone con disabilità, è completamente gratuita e sarà attiva dal lunedì al venerdì, dalle 7.00 alle 19.00.

Il progetto di Fondazione Ospedale Niguarda è stato sostenuto per la parte delle navette elettriche da Enel Cuore, l’ente filantropico del Gruppo Enel, e proseguirà con il completamento della segnaletica grazie al sostegno di Tecnovision. Il suo ripristino conferma la volontà di Niguarda di trasformarsi sempre più in un ospedale One Health, che punta a valorizzare la salute delle persone e dell’ambiente, puntando tra le altre cose all’impiego di energia pulita e a una mobilità sostenibile.

Un ospedale studiato su misura

«Le olimpiadi lasceranno al Niguarda una importante eredità – ha commentato il dottor Zoli – per il futuro. Dopo 25 anni, il Pronto Soccorso di Niguarda si è rinnovato secondo modelli gestionali innovativi che rispondono meglio al bisogno dell’utenza, con la differenziazione di percorsi su livelli più intensità e criticità, più spazi a disposizione e più funzionali. Ciò è stato possibile non solo grazie agli investimenti delle olimpiadi, ma a un disegno del nuovo Pronto Soccorso e del Pronto Soccorso Olimpico partito dal basso.

Nasce infatti da idee e confronto fra clinici, infermieri e medici; le direzioni hanno seguito e si sono attenute a queste indicazioni per realizzare un ospedale concepito con un modello gestionale nuovo, dove tutte queste aree anche quelle che serviranno per la parte olimpica, hanno già un destino futuro per il Pronto Soccorso generale, a supporto della città di Milano e della nostra Regione. Allo stato attuale l’assistenza sanitaria alla “macchina olimpica” non inciderà in alcun modo sul percorso dedicato ai cittadini: il Pronto Soccorso e il Pronto Soccorso Olimpico sono infatti due percorsi completamente separati, ciascuno con personale dedicato».

Fondazione Milano-Cortina ringrazia la Lombardia

«L’inaugurazione del Padiglione Olimpico di Niguarda – ha concluso Malagò – rappresenta un risultato di grande valore che rafforza il ruolo di Milano Cortina 2026 e, soprattutto, la sua legacy sul territorio. Un intervento che testimonia la capacità della Regione Lombardia d’investire in strutture d’eccellenza al servizio dello sport, delle Olimpiadi e, nel lungo periodo, di tutta la comunità.
Desidero ringraziare la Regione Lombardia per il contributo straordinario e determinante, riconosciuto non solo a livello internazionale dal Comitato Olimpico Internazionale, ma da tutta la famiglia olimpica, come esempio concreto di visione, qualità organizzativa e attenzione all’eredità dei Giochi».




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