Regione Lombardia ha introdotto l’esenzione regionale dal ticket sanitario per donne residenti in Lombardia che siano inserite in un percorso di presa in carico presso i Centri Antiviolenza.
La delibera è stata approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, di concerto con gli assessori Elena Lucchini (Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità) e Romano La Russa (Sicurezza e Protezione civile).
Che cosa prevede la delibera
La misura ha una durata di tre anni dalla data di rilascio dell’esenzione ed è finanziata con uno stanziamento complessivo di 1,35 milioni di euro per il triennio 2026-2028. L’accesso è subordinato alla presentazione, presso l’Asst di competenza, dell’attestazione di presa in carico da parte di un Centro Antiviolenza.
Il provvedimento garantisce l’accesso gratuito alle prestazioni sanitarie, diagnostiche, psicologiche e farmaceutiche strettamente correlate alla violenza subita. L’iniziativa mira a rafforzare l’integrazione tra il sistema sanitario e la rete regionale dei servizi antiviolenza.
Strumento di equità e protezione
«L’esenzione dal ticket sanitario per le donne vittime di violenza», ha dichiarato Bertolaso, «è uno strumento di equità e di protezione che rimuove le barriere economiche e rafforza la presa in carico integrata tra Centri Antiviolenza e servizi sanitari.
È un intervento che mette al centro la persona, la sua dignità e il diritto a cure tempestive e adeguate. La tutela della salute è un diritto fondamentale e deve essere garantita senza ostacoli, soprattutto a chi vive una condizione di particolare vulnerabilità».


