Reti tempo-dipendenti: nuove linee guida da Agenas

Negli ultimi mesi molto si è lavorato per definire linee guida in grado di favorire una maggiore diffusione e uniformità delle Reti tempo-dipendenti, ovvero la Rete Cardiologica per l’emergenza, quella neonatologica e dei punti nascita, la Rete Ictus e quella traumatologica.

Il documento “Linee guida per la revisione delle Reti clinico-assistenziali – Reti tempo-dipendenti” è dall’ottobre scorso in Conferenza Stato-Regioni.
La sua nascita ha visto la collaborazione di molti attori, Agenas in prima fila, ma anche Regioni e Pubblica Amministrazione, Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Agenzia Italiana del Farmaco, Federazione Italiana Società Medico scientifiche, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Federazione Nazionale Collegi Infermieri professionali, Assistenti sanitari, Vigilatrici d’infanzia e Cittadinanzattiva.

Per arrivare alla definizione delle linee guida si è utilizzata una griglia di valutazione dalla quale si possono trarre considerazioni interessanti.
La prima è che la maggior parte delle Regioni ha collaborato rispondendo alle domande della griglia stessa. Assenti sono state solo la Calabria, Sardegna, Campania e la Provincia Autonoma di Bolzano.
Grazie alla compilazione della Griglia e a un fitto lavoro svolto dai vari attori si sono individuati degli indicatori da utilizzare per la valutazione delle stesse Reti. Gli indicatori riguardano principalmente aspetti organizzativi e si dividono in due tipo. Quelli di primo livello sono indicatori che possono essere implementati direttamente analizzando i flussi informativi correnti.
Si tratta, per esempio, di “Ricognizione dei modelli organizzativi adottati dalle Regioni per la realizzazione della connessione dei nodi di Rete”, “Proporzione di pazienti con STEMI ricoverati in un ospedale spoke e mai trasferiti in hub”, “Parti: volumi di ricovero”, “Dati su Partoanalgesia”, “Mortalità a trenta giorni dal ricovero per ictus ischemico”.

Le quattro Reti tempo-dipendenti prese in considerazione presentano molti indicatori di primo livello, permettendo quindi un’analisi rapida del loro stato. Diverso il discorso per l’aspetto che riguarda la ricognizione dei nodi di ogni rete, che è per lo più studiata tramite indicatori di secondo livello.
Questi sono indicatori che non sono direttamente calcolabili a partire dai flussi informativi correnti, ma che possono essere integrati con altri indicatori relativi all’assistenza territoriale.
Un paio di esempi sono “Strumenti adottati per la valorizzazione dell’attività professionale su base volontaria e/o di incentivazione” e “Ricognizione quali-quantitativa del personale per la realizzazione del modello organizzativo adottato”.

La lista completa degli indicatori è reperibile on line.
Francesco Bevere, direttore generale Agenas ha sottolineato: «si è voluto produrre delle linee guida organizzative che fossero davvero di indirizzo e di supporto per le Regioni, già da tempo impegnate nel completamento delle Reti tempo-dipendenti, indicando procedure, protocolli e modalità di comunicazione standardizzate per consentire ai vari servizi coinvolti nell’emergenza-urgenza di muoversi con la massima sincronizzazione.
La costruzione di indicatori specifici per il monitoraggio delle Reti permetterà di comprendere in quale punto della Rete occorre riannodare i collegamenti per riprodurre o attivare una comunicazione fluida e rapida tra le connessioni ed evitare che tali criticità si possano tradurre in difetti di assistenza».

Stefania Somaré

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