Riabilitazione polmonare a distanza, efficace come in presenza

In presenza di dispnea, affaticamento, ipersecrezione bronchiale, patologie come asma, BPCO ed enfisema polmonare, di polmoni resecati per tumore al polmone e di problemi respiratori legati all’obesità, il trattamento farmacologico deve essere affiancato dalla riabilitazione polmonare, il cui obiettivo è migliorare la capacità ventilatoria, ridurre la dispnea, migliorare l’autonomia, ridurre il numero di riacutizzazioni e il numero delle ospedalizzazioni, oltre che migliorarne la vita sociale e lavorativa.

Uno studio danese ha voluto indagare se questa riabilitazione possa essere svolta con successo anche a distanza, attraverso la teleriabilitazione (Godtfredsen N, Frølich A, Bieler T, et al. 12-months follow-up of pulmonary tele-rehabilitation versus standard pulmonary rehabilitation: A multicentre randomised clinical trial in patients with severe COPD [published online ahead of print, 2020 Aug 28]. Respir Med. 2020;172:106129. doi:10.1016/j.rmed.2020.106129).

Tra marzo 2016 e ottobre 2017 sono stati randomizzati 134 pazienti con BPCO severa ricoverati negli 8 ospedali della regione di Copenhagen: alcuni sono stati assegnati al gruppo di controllo, che ha ricevuto una riabilitazione polmonare in ambulatorio, mentre gli altri sono al gruppo di intervento, seguiti invece a distanza.
Dopo il periodo di trattamento tutti i 134 partecipanti sono stati sottoposti al “six minutes walking distance” come verifica.
Nessuna differenza è stata individuata negli esiti dei due gruppi.

Risultato che suggerisce che un buon programma riabilitativo a distanza sia altrettanto efficace di quello in presenta.
L’esito è interessante anche per il momento storico: si sa infatti che i pazienti che sono stati colpiti in modo serio dal Covid necessitano in molti casi di riabilitazione respiratoria.

Stefania Somaré

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