Ricerca in Emilia Romagna: finanziati anche 4 progetti destinati all’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia

Sono ben 23 i progetti presentati dall’Irccs di Reggio Emilia approvati e finanziati nell’ambito del Bando per la ricerca finalizzata 2018 del Ministero della Salute (fondi 2016-2017), vale a dire l’11% di quelli presentati, per un totale di 8 milioni di euro di finanziamento.
Nel dettaglio, 5 sono borse di studio per ricercatori di età inferiore ai 33 anni alla prima esperienza, e 18 progetti di ricerca clinica, 9 destinati alla Regione e 9 agli Irccs. I principali campi di ricerca sono Oncologia, Neurologia, Malattie infettive, Microbiologia e Scienze chirurgiche.
Di questi finanziamenti, quattro sono destinati all’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia, e riguardano due progetti di ricerca clinica e due borse di studio under 33.

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Da sinistra le ricercatrici Francesca Cirillo, Angela Damato, Patrizia Ciammella e Benedetta Donati, insieme al direttore generale dell’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia Fausto Nicolini

Uno studio riguarda l’uso della radioterapia stereotassica in associazione all’immunoterapia in pazienti con tumore al polmone in stadio avanzato, proposto dalla dottoressa Patrizia Ciammella, che spiega: «questo tipo di radioterapia è molto ben tollerata e consente di erogare una dose di radiazioni direttamente sulla parte malata, con estrema accuratezza e precisione» (finanziamento:450 mila euro).

Finanziato anche lo studio di una proteina, HMGb1, nella diagnosi di sindrome dell’ovaio policistico, proposto dalla dottoressa Francesca Cirillo, biologa del Laboratorio di Endocrinologia Pediatrica: «sulla base dei nostri studi precedenti pensiamo che questa proteina possa essere regolata dall’insulina. Se così fosse, potremmo essere in grado di utilizzarla per diagnosi precoci e per valutare l’eventuale risposta alle terapie» (finanziamento: 270 mila euro).

La dottoressa Benedetta Donati, biotecnologa del Laboratorio di Ricerca Traslazionale dell’Arcispedale di Reggio Emilia ha presentato un progetto sui tumori della tiroide ad alto grado: «a differenza della maggior parte dei tumori della tiroide, questi sono molto aggressivi, tendono a produrre metastasi, resistono alle terapie convenzionali e lasciano basse probabilità di sopravvivenza. Il lavoro ha l’obiettivo di indagare il ruolo di un gene, chiamato BRD4, nella regolazione dei telomeri, un tratto genetico frequentemente alterato in presenza del tumore che ha un ruolo importante nel determinarne l’aggressività» (finanziamento: 130 mila euro).

Infine, un progetto riguarda l’identificazione di un biomarcatore per il tumore del polmone non a piccole cellule. Si tratta di un progetto che ha come capofila l’IRCCS-Ist Fondazione Pascale di Napoli, e al quale partecipa anche l’unità operativa dell’Oncologia dell’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia, nella persona di Angela Damato, che spiega: «per curare questo tipo di neoplasia è stata approvata l’immunoterapia. Lo studio vuole valutarne l’effetto su diversi tipi di pazienti» (finanziamento: 62 mila euro).

Stefania Somarè

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