Ricovero in Terapia Intensiva Pediatrica aumenta sopravvivenza dei casi critici

La Terapia Intensiva Pediatrica del Policlinico di Milano, nei suoi vent’anni di attività, è diventata punto di riferimento regionale e nazionale per l’assistenza specialistica dei casi più delicati.
Una presenza fondamentale dato che ancora oggi a livello regionale un bambino su quattro viene ricoverato in una Terapia Intensiva per adulti (a livello nazionale il dato è anche maggiore), dove non sono presenti le competenze pediatriche necessarie. E questo influenza la prognosi del piccolo paziente, anche in termini di mortalità: quella di un ricovero in Terapia Intensiva Pediatrica è nettamente inferiore, il che si traduce in più vite salvate.

«La gestione del bambino in condizioni critiche richiede una formazione e un’esperienza specifiche», spiega Edoardo Calderini, direttore dell’Anestesia e Terapia Intensiva Donna-Bambino del Policlinico di Milano. «Se queste competenze non sono disponibili, la prognosi dei pazienti è significativamente compromessa. Anche la presenza di medici intensivisti pediatrici ha dimostrato di avere un impatto favorevole sulla prognosi. Gestire un paziente con meno di 3 anni di età è molto più difficile per un rianimatore non pediatrico: anche per questo è sempre più indispensabile concentrare questo tipo di ricoveri nei centri specializzati». Come il Policlinico, appunto, dove un terzo dei bambini ricoverati in TIP proviene da altre strutture.

Tra i fiori all’occhiello di reparto, in particolare, l’assistenza ai bambini con patologie respiratorie, che sono il 75% dei ricoveri totali. In questi anni sono state sviluppate tecniche innovative sia di ventilazione non invasiva (attraverso maschere o caschetti) sia invasiva (il classico tubo endotracheale).

Altre attività di rilievo sono l’assistenza ai bambini con patologie renali, compreso il percorso del trapianto di rene da donatore vivente, e la domiciliazione e il follow-up di bambini con patologie croniche complesse che richiedono un supporto respiratorio domiciliare.

Con il Servizio di ventilazione domiciliare pediatrica, in particolare, gli esperti accompagnano le famiglie nell’uso del respiratore, mettendole nelle condizioni di accudire il piccolo a casa e in sicurezza.

«I nostri sforzi per un’assistenza pediatrica all’avanguardia non si fermano», commenta Simona Giroldi, direttore generale del Policlinico di Milano. «Forti di questi primi 20 anni, abbiamo già in atto tre progetti che potenzieranno ulteriormente le cure ai bambini che ne hanno bisogno. Parliamo dell’ECMO pediatrica (indispensabile per il supporto vitale nei casi più critici, con uno specifico progetto di formazione per implementarla), dell’individuazione del nostro ospedale come centro di riferimento per il politrauma pediatrico (che diventerebbe il secondo a livello regionale dopo quello di Bergamo) e della realizzazione di un Trasporto Pediatrico Esperto in collaborazione con Areu e Regione Lombardia, per ottimizzare il trasporto dei bambini più critici nei centri di alta specialità che dispongono di una Terapia Intensiva Pediatrica, mettendo i nostri specialisti a disposizione in tutte le fasi di questo trasporto».

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