Sensori stretch da Stanford

I ricercatori della Stanford University hanno sviluppato dei sensori che, posti sulla cute, possono registrare segnali fisiologici, come per esempio il battito cardiaco.
I dati raccolti vengono poi inviati a un ricevitore posto sugli abiti del soggetto monitorato.
Questo sistema si chiama BodyNet ed è costituito da uno sticker su cui sono stampati, con inchiostro metallico, un’antenna e un sensore.

Il funzionamento di questo dispositivo è stato testato in varie parti del corpo: sul petto e sull’addome per monitorare il battito cardiaco e la respirazione, sulle ginocchia e sui gomiti per recepire i movimenti di gambe e braccia tramite il rilevamento di piccole tensioni e rilassamenti della cute.

Il laboratorio della Stanford che ha sviluppato BodyNet, diretto dall’ingegnere chimico Zhenan Bao, sta già progettando di sviluppare un sensore in grado di analizzare il sudore e altre secrezioni per individuare variazioni nella temperatura corporea e nelle sue condizioni di stress.

L’obiettivo finale dello studio (Simiao Niu, Naoji Matsuhisa et al. A wireless body area sensor network based on stretchable passive tags. Nature Eletronics 2, pages361–368 (2019) è ideare una serie di sensori che consentano di rilevare informazioni sulla salute delle persone senza interferire con le loro azioni quotidiane.

(immagini cortesia Stanford University)

Stefania Somaré

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