Servizi oncologici a conduzione infermieristica

La chemioterapia è una soluzione terapeutica irrinunciabile nella maggior parte dei trattamenti oncologici ma, seppur mirata e personalizzata, spesso induce effetti collaterali avversi che spingono alcuni pazienti a recarsi al Pronto Soccorso.
Professionisti australiani hanno sviluppato un modello di presa in carico del paziente oncologico gestito da praticanti infermieri e lo hanno studiato per verificarne la capacità di ridurre gli accessi in Pronto Soccorso motivati da effetti collaterali della chemioterapia (Oatley, M., Fry, M. A nurse practitioner-led model of care improves access, early assessment and integration of oncology services: an evaluation study. Support Care Cancer, 2020).

Il modello include, in particolare, una linea telefonica dedicata sia per aiutare i pazienti con un problema sia per effettuare il triage e indirizzarli al miglior intervento possibile.
I pazienti ai quali viene assegnato un codice rosso vengono inviati al Pronto Soccorso, mentre quelli con codice arancione vengono indirizzati a un apposito sistema di valutazione in urgenza, istituito appositamente, che li rivede entro le 24 ore.

Il modello è completato da un servizio di consultazione attraverso il quale infermieri o medici possono richiedere un colloquio con i pazienti più sensibili al trattamento in corrispondenza dello stesso, per dare suggerimenti rispetto alla gestione post chemioterapia.

Il modello è stato applicato per un periodo di 7 mesi presso il Royal North Shore Hospital di Sidney, ospedale di terzo livello con 600 posti letto e un servizio oncologico attivo.

Nel corso della sperimentazione sono state ricevute 337 telefonate per un totale di 157 pazienti, per lo più incentrate sulla gestione dei sintomi.
Grazie a questo servizio, il 49% dei pazienti è stato rassicurato e ha ricevuto indicazioni precise, il 22% è stato indirizzato a un medico di base e solo l’11% (38 pazienti) è stato ricoverato in ospedale.
Di questi, 9 sono passati prima dal Pronto Soccorso.

I risultati sono quindi estremamente soddisfacenti, con una netta riduzione del carico di lavoro per i Pronto Soccorso e un’adeguata gestione dei sintomi post chemioterapia.

Stefania Somaré

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