SSN: l’ultima ricerca Censis

È stata presentata la ricerca Censis “Il medico pilastro del buon Servizio Sanitario”. Interessanti i dati riportati, che parlano di un popolo fiducioso nel servizio sanitario e nei medici, soprattutto nei medici di medicina generale. Qualcosa sta cambiando, però, in primis aumenta la consapevolezza che una buona relazione e collaborazione tra medico di medicina generale e paziente consente di gestire al meglio la malattia.
Il paziente vuole quindi sempre più spesso avere voce in capitolo nelle scelte che riguardano la sua salute (55,95%, valore che sale all’82,8% nel caso degli anziani), scelte che per alcuni devono essere appannaggio solo del paziente dopo essere stato debitamente informato dal medico (22,4%). In pochi sono ancora dell’idea che il medico debba scegliere senza dare modo al paziente di intervenire (19,6%).

Misure di una sanità che cambia e della maggiore consapevolezza dei cittadini rispeto alla salute e ai diversi percorsi terapeutici. Se la fiducia nei medici di medicina generale è ancora alta (87%) ed essi sono il primo punto di riferimento per il 72% del campione, il 53% pazienti chiede che questi possano avere maggiore libertà decisionale, senza dover sottostare a tetti di spesa, linee guida e protocolli, che pure sono considerati utili.
Insomma, per la maggioranza degli italiani (52,8%) queste indicazioni devono essere di massima, utili per uniformare la presa in carico dei pazienti e assicurare un buon uso delle prestazioni (38,7%), per esempio, ma non vincolante alla scelta finale del medicio di medicina generale stesso.

Alta anche la fiducia negli infermieri (84,7%), mentre la fiducia nel Servizio Sanitario è inferiore, pari al 68,8% del campione. Ma che caratteristiche deve avere il medico? Come lo vorrebbero gli italiani?
Il primo aspetto considerato importante dal 45,5% del campione è la capacità di creare una relazione con il paziente, così come quella di dare un supporto psicologico allo stesso.
Seguono, a breve distanza la conoscenza tecnica e l’aggiornamento scientifico (42,3%), la disponibilità e reperibilità anche grazie a email, whatsapp e altre nuove tecnologie (40,9%). Per il 39,6% del campione è importante che il medico di medicina generale sia in grado di scegliere e, se necessario, andare oltre le linee guida e i protocolli esistenti, mentre per il 37,5% dovrebbe dedicare più tempo ad ascoltare il paziente e meno agli aspetti burocratici.

Filippo Anelli, presidente FNOMCeO, ha commentato: «lo studio conferma che gli italiani si fidano del medico e che questa fiducia è massima negli over 65, tra i quali supera il 90%. Questa fiducia si basa sul riconoscimento delle capacità del medico di individuare le cure migliori in autonomia, anche al di là del sistema di regole e vincoli imposti dallo Stato per ragioni economiche.
La fiducia si esprime nella scelta del medico come prima fonte di informazione sui temi di salute. Una fiducia che significa, anche e soprattutto, una relazione umana, che è parte integrante della relazione di cura.
I cittadini vogliono un medico preparato, competente, e che si faccia carico dei loro problemi, delle loro esigenze, comprendendone anche il disagio, il dramma che la malattia provoca.
Da questa indagine esce sconfitta la visione burocratica della professione medica, imbrigliata da lacci e lacciuoli, da linee guida e protocolli, intesi non come raccomandazioni ma come vincoli. Emergono invece, prepotenti e vincenti, i principi fondamentali di libertà, autonomia e indipendenza, scritti nel nostro codice deontologico».

Stefania Somaré

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