Tariffe agevolate per ridurre le liste d’attesa

Rispondere al problema delle lunghe liste d’attesa richiede idee, apertura mentale e organizzazione. Così, mentre il Ministero della Salute ha pubblicato il suo Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa, alcune realtà sanitarie hanno ideato modalità per facilitare l’accesso ai propri utenti.

In realtà, queste non sono molte, e spesso fanno parte di gruppi privati che operano anche con il Servizio Sanitario Nazionale. Noi abbiamo parlato con due realtà: il Gruppo ospedaliero San Donato, che ha trovato nelle sue Smart Clinic un modo per facilitare l’accesso dei propri utenti a visite ed esami, e il Gruppo MultiMedica, con la Tariffa Tempo.

L’idea dietro alle Smart Clinic

Lungaggini della sanità a parte, andare dal medico o recarsi a fare un esame diagnostico può essere difficile da un punto di vista organizzativo, per motivi di orario, traffico, parcheggio e così via. Per venire incontro a queste difficoltà e offrire un servizio di qualità ai propri pazienti, nel 2014 è nata la prima Smart Clinic, presso il Centro Commerciale di Stezzano (BG), nuovo concept di struttura sanitaria che ha la sua locazione in un Centro Commerciale.

A essere innovativa non è solo la scelta del dove posizionare queste strutture, ma anche il come far fruire i servizi: qui lavorano medici del Gruppo ospedaliero San Donato, per assicurare qualità a chi vi accede; le visite vengono effettuate anche nel weekend, quando soprattutto chi lavora ha più tempo da dedicare alla propria salute; l’accesso alle visite ambulatoriali può essere diretto, aspettando il proprio turno, o su prenotazione. In ogni caso, a parte gli esami del centro prelievi e di laboratorio, le prestazioni vengono effettuate senza bisogno dell’impegnativa del medico.

Dott. Francesco Galli

Infine, non meno importante, il prezzo della visita è accessibile, smart, ovvero «il prezzo minimo per una prestazione di qualità ospedaliera», sottolinea il dottor Francesco Galli, amministratore delegato di 5 dei 19 ospedali del Gruppo ospedaliero San Donato, tra cui l’Irccs Policlinico San Donato, e delle Smart Clinic stesse. Dal 2014 a oggi sono state aperte altre 3 strutture: una presso l’Oriocenter (BG), una nel Centro Commerciale “Cantù 2000” (Co) e l’ultima presso “La Corte Lombarda” di Bellinzago Lombardo (Mi). «Dopo un’iniziale diffidenza rispetto all’andare dal medico in un centro commerciale», riprende Galli, «le persone hanno apprezzato sempre di più, oltre ovviamente alla qualità ospedaliera offerta, l’accessibilità e la gamma di servizi offerti da un luogo come il centro commerciale, quali ad esempio la facilità di parcheggio, gli orari ampi di apertura anche durante i festivi, tutte caratteristiche che possono semplificare la vita e ottimizzare i tempi di fruizione della prestazione. Oggi Smart Clinic è un punto di riferimento per le esigenze di salute, prevenzione e benessere di migliaia di pazienti e loro famiglie ogni mese». Ma quali prestazioni si possono ottenere?

Non solo sanità ma salute a 360°

All’interno delle Smart Clinic si trovano servizi sia di carattere sanitario sia più generalmente orientati alla salute. «Inizialmente abbiamo creato un’offerta che potesse rispondere alle richieste di cura per le patologie per cui normalmente ci si rivolge ad un ospedale, cioè le specialità tradizionali, dall’oculistica all’ortopedia, dalla ginecologia alla cardiologia etc. Nel tempo, però, abbiamo capito che questo tipo di offerta “smart” poteva essere adatta anche per problemi di salute che, pur non essendo vere e proprie malattie, ma “malanni”, hanno un impatto negativo sulla qualità di vita e sul benessere psico-fisico». Tra queste, per esempio, i dolori muscolari, il sovrappeso, i problemi di russamento e così via.

«Ecco quindi che abbiamo iniziato a potenziare 4 aree di benessere, una dedicata al movimento, una al mondo dei bambini e delle adolescenti, una alla bellezza e l’ultima al benessere a 360 gradi. Tutto affrontato con professionisti di alto livello abituati a lavorare in ospedale e quindi a gestire tutte le casistiche, dalla più semplice alla più complessa». Il percorso delle Smart Clinic non finisce qui.

«L’obiettivo, sulla lunga distanza, è diventare un network a livello italiano, anche se per ora le aree geografiche su cui stiamo puntando sono quelle facilmente raggiungibili dai nostri ospedali. Questo ci permette di avvalerci della professionalità dei medici del Gruppo ospedaliero San Donato, una garanzia di alta qualità ospedaliera alla quale non intendiamo rinunciare perché rappresenta un valore aggiunto e distintivo rispetto agli altri centri ambulatoriali. Nell’immediato futuro, invece, inaugureremo GSD Smart Clinic – Palazzo della Salute, un grande palazzo bianco di otto piani in una delle zone più prestigiose di Milano, tra i nuovi e moderni quartieri di City Life e Parco della Vittoria, frutto dell’incontro di due progetti del Gruppo ospedaliero San Donato: il concept Smart Clinic e il nuovo ospedale Galeazzi all’Expo. L’idea è dare vita a una grande Smart Clinic, quasi un flagship, che sia centro di riferimento nel cuore della città per visite e esami diagnostici di alta qualità e alta tecnologia e possa soddisfare le crescenti richieste di salute, prevenzione e benessere dei cittadini milanesi, offrendo un servizio sempre più ampio, efficiente e completo.

Inoltre, alla luce della realizzazione del nuovo Galeazzi nell’area Expo, ci piacerebbe diventasse un punto di riferimento nel cuore di Milano dove anche i medici della nuova struttura potranno visitare, non perdendo così il vantaggio di essere in una posizione strategica e facilmente accessibile». Insomma, la soluzione del Gruppo ospedaliero San Donato è stata e sarà la creazione di nuovo concept di salute, nel quale è lo specialista a muoversi dall’ospedale e ad avvicinarsi al cittadino, visitando in un luogo facilmente accessibile e comodo. Vediamo a cosa hanno pensato, invece, in MultiMedica.

La Tariffa Tempo 0 e la solvenza agevolata

Come abbiamo visto, le Smart Clinic non necessitano di prescrizione: ciò significa che se una donna, per esempio, deve andare dal ginecologo, può decidere di farlo presso una delle strutture già aperte… lo stesso si può dire per un controllo cardiologico e così via. Al tempo stesso, però, le Smart Clinic si propongono come alternativa alle visite meramente private: di fatto lo sono anche quelle erogate al loro interno, ma a prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato. Una soluzione utile, quindi, per chi magari ha in mano una prescrizione per una visita e non riesce a prenotarla in ospedale in tempi ragionevoli. Si parla, quindi, di prescrizioni in cui non è indicata la classe di priorità o che hanno una classe di priorità bassa.

Dott.ssa Valeria Picchi

Una tendenza confermata dalla dottoressa Valeria Picchi, Direttore Operativo del Gruppo MultiMedica: «l’offerta di prestazioni a tariffa agevolata nasce con l’obiettivo di garantire, a prezzi contenuti, tempi di accesso ridotti a prestazioni che sono contingentate per problematiche di rispetto dei budget assegnati annualmente alle strutture dal Servizio Sanitario Regionale. Accedono a queste tariffe soprattutto coloro che si presentano con ricette nelle quali non viene data indicazione di priorità, quindi con prestazioni erogabili anche oltre i 180 giorni. In MultiMedica – prosegue Picchi – l’introduzione delle prime tariffe “calmierate” risale all’anno 2003 e i nostri pazienti oggi sono già piuttosto informati sull’opportunità di avvalersene.

Rispetto a una richiesta di prenotazione in solvenza “pura”, non si potrà però scegliere il medico: la prestazione viene resa dall’equipe della specialità cui afferisce la prestazione. Il servizio “Tempo Zero” si inserisce in questo ambito di offerta e si riferisce solo ad alcune prestazioni diagnostiche alle quali è possibile accedere senza prenotazione, semplicemente recandosi in loco con la prescrizione medica».

Quello offerto da MultiMedica è quindi un servizio in solvenza agevolata e deve necessariamente essere gestito con agende e slot di prenotazione dedicati in relazione all’assetto produttivo disponibile, e vede l’adesione e la disponibilità di tutti i nostri specialisti».

Efficacia nel ridurre le liste d’attesa

Un regime in solvenza agevolata, istituito direttamente da un’azienda ospedaliera, può migliorare la gestione delle liste d’attesa? La dottoressa Picchi ne è certa, anche per l’esperienza maturata in questi anni: «sicuramente, in assenza di precisa indicazione di priorità di accesso alla prestazione sulla prescrizione, la solvenza agevolata garantisce ragionevolmente una riduzione delle attese e, in un sistema dove le risorse a disposizione sono limitate, la possibilità di mantenere slot disponibili per chi deve accedere rapidamente alla prestazione per motivi clinici importanti e con ricetta del SSR».

Ovviamente, però, questo genere di soluzioni possono tamponare un problema che richiederebbe un governo più deciso. Gestione che il Ministero della Salute intende migliorare agendo, in primis, proprio sulla precisazione del quesito diagnostico e della classe di priorità da parte dei medici di tutte le regioni italiane.

Il recente PNGLA si basa proprio su questo principio.«Per esperienza vissuta sul campo e confermata anche dagli operatori che, tutti i giorni, si confrontano con questo genere di problematiche, posso dire che spesso le criticità relative all’accesso alle prestazioni, legate ai tempi di attesa, sono una conseguenza della non appropriata valutazione della priorità attribuita alle prestazioni stesse. Questa dinamica coinvolge tutti i soggetti prescrittori, medici di medicina generale e medici specialisti, sia di ospedali pubblici che di strutture private accreditate. Sono però già disponibili strumenti che possono ovviare a questo problema. Per esempio, il metodo RAO (Raggruppamenti omogenei di attesa) utilizzato da diverse regioni e, a breve, anche in Regione Lombardia, consente in base al quesito diagnostico, e quindi alla gravità del paziente, di diversificare le tempistiche di accesso alle prestazioni».

Un metodo il cui uso viene consigliato dal PNGLA, al cui interno è inserito il manuale per la sua applicazione, e che promette di incidere positivamente sulla questione. L’ambito di applicazione del modello, almeno nelle sue fasi iniziali, è quello provinciale, caratterizzato da un numero di medici compreso tra i 400 e i 500, adeguato a mettere in moto un programma di coinvolgimento partecipativo per l’applicazione di classi di priorità cliniche. Inoltre, almeno nelle sue fasi iniziali, il RAO viene applicato a 11 set di prestazioni, stabilite dai Tavoli tematici. Il modello si riferisce, inoltre, alle prime visite o primi esami diagnostici, dal momento che è proprio il primo accesso quello che ha i tempi più lunghi per la erogazione.

Stefania Somaré

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