L’anno scorso sono state 13.500 in Italia le nuove diagnosi di tumore del pancreas, una patologia spesso difficile da trattare soprattutto a causa del ritardo diagnostico che la caratterizza.
Si pensi che solo nel 7% dei casi si riesce a fare una diagnosi in stadio iniziale. Probabilmente anche per questa ragione, la sopravvivenza a 5 anni è intorno all’8-10% e quella a 10 anni non supera il 3%.

Per dare una risposta ai pazienti la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma ha ideato un Percorso Clinico Assistenziale ad hoc e inaugurato un apposito Centro Chirurgico.
Il PCA consente una presa in carico globale e multidisciplinare del paziente, che viene seguito da oncologi medici e radioterapisti, insieme a diabetologi, endocrinologi, medici nucleari, anatomopatologi, nutrizionisti, psicologi e terapisti del dolore.

«Tutti questi professionisti», spiega il professor Giampaolo Tortora, direttore della UOC di Oncologia Medica e del Comprehensive Cancer Center della Fondazione, «si riuniscono ogni settimana nel Tumor Board del Pancreas per discutere ogni singolo caso e definire una proposta terapeutica personalizzata».

È il case manager che prende in carico il paziente in regime SSN, a partire dalle chiamate effettuate allo Sportello Cancro dell’Ospedale, e a instradarlo nelle fasi di gestione della propria patologia, a partire dal riferimento del Tumor Board: questa modalità consente una presa in carico rapida, fondamentale per queste forme tumorali. L’avvio di un Centro Chirurgico dedicato è altrettanto importante, poiché la chirurgia è il trattamento elettivo di questi tumori.

Lo conferma Antonio Giulio de Belvis, direttore dell’UOC Percorsi e Valutazione Outcome Clinici del Policlinico, che spiega: «ecco perché abbiamo strutturato un Centro Chirurgico del Pancreas, intorno a expertise già presenti, al fine di ottimizzare la risposta ai malati che necessitano di intervento chirurgico, che essere necessariamente effettuato, in particolare per questa patologia, in centri ad alto volume.

Il Centro Chirurgico può contare su una task force dedicata alle patologie pancreatiche, composta di gastroenterologi, radiologi ed endoscopisti (sia per l’ecoendoscopia sia per la CPRE), altamente specializzati nelle patologie pancreatiche, oltre a un’équipe chirurgica di grande esperienza in grado di effettuare sia gli interventi classici sia quelli più complessi, richiedenti asportazione e ricostruzione di vasi mesenterici infiltrati dal tumore. Uno staff di anestesisti e intensivisti dedicato di alto valore, ha infine un ruolo fondamentale in sala operatoria e nel postoperatorio».

Anche il personale infermieristico di sala operatoria e di reparto è altamente specializzato per il trattamento di questa patologia, che richiede a volte l’utilizzo della chirurgia robotica e laparoscopica.

Da settembre il Centro Chirurgico del Pancreas utilizzerà anche un nuovo strumento, Apptrack Pancreas, che consentirà ai pazienti di monitorare il proprio percorso endoscopico e chirurgico in tutte le sue fasi, in ospedale e a casa.

Guido Costamagna, direttore dell’UOC Endoscopia Digestiva Chirurgica e ordinario di Chirurgia Generale all’Università Cattolica, sottolinea: «i pazienti presi in carico nel PCA del Gemelli richiedono un’attenzione assistenziale continua perché sono costretti a ricorrere a ripetuti ricoveri per risolvere complicanze quali dolore, ostruzione delle vie biliari e del piloro, ascite e trombosi venosa, ma anche, se mancano le risposte assistenziali territoriali, per anoressia, perdita di peso, ansia e depressione».

Stefania Somaré

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