Al Papa Giovanni XXIII di Bergamo RMN e TAC in sala operatoria

Al Papa Giovanni XXIII di Bergamo RMN e TAC in sala operatoriaAll’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo sono state installate, in due diverse sale operatorie, una risonanza magnetica (1,5 tesla) e un tomografo computerizzato.
Nella sala con la RMN il magnete si muove su binario a soffitto e ingloba il lettino chirurgico per fotografare il lavoro eseguito dal neurochirurgo (in questa sala si eseguono soprattutto interventi di neurochirurgia, ma anche di otorinolaringoiatria) e verificare che il tumore sia stato asportato del tutto.

Il macchinario si trova in una sala separata, in modo da poter essere utilizzato anche per esami extra operatori. La nuova sala operatoria con risonanza magnetica ha già ospitato 27 interventi neurochirurgici e 7 di otorinolaringoiatria.

Il suo utilizzo è concentrato soprattutto in campo oncologico e in particolare nella rimozione dei tumori cerebrali (gliomi) e di quelli localizzati nella regione dell’ipofisi e dell’ipotalamo (adenomi).

«Se la risonanza mostra che sono rimasti frammenti di tumore, procediamo a rimuoverli, senza dover sottoporre il paziente a un secondo intervento e migliorando la prognosi», ha spiegato Claudio Bernucci, direttore della UO di Neurochirurgia. «Sappiamo che più precisa ed estesa è la resezione più aumenta l’intervallo libero da malattia. Certo, questa non è una soluzione valida per tutti i tumori cerebrali o intracranici, l’utilità di questa tecnica è connessa alla localizzazione del tumore e agli obiettivi dell’intervento».

La sala ospiterà anche interventi sui bambini (una decina all’anno); l’intenzione dell’ospedale bergamasco è di utilizzare la RM a pieno regime.

La sala operatoria dotata di TAC, invece, ha ospitato finora interventi di neurochirurgia, di neurochirurgia-ortopedia (per fratture sacroiliache), di ortopedia e di neuroradiologia.
Il suo utilizzo riguarda soprattutto pazienti con patologie della colonna vertebrale, ma anche con fratture degli arti inferiori, del collo femorale e del bacino o che necessitano di protesi di anca e ginocchio, con possibilità anche in questo caso di verifica immediata dell’esito dell’atto chirurgico.

Inoltre, abbinando la TAC al neuronavigatore è possibile verificare in tempo reale il posizionamento della strumentazione chirurgica e guidare la mano del chirurgo.

La dotazione tecnologica dell’ospedale comprende anche una sala operatoria dotata di angiografo biplano (utilizzata come sala ibrida per procedure chirurgiche mininvasive in campo neuroradiologico, vascolare e cardiochirurgico), una RM a magnete aperto con 270 gradi di campo libero, una RM a 3 tesla, tre acceleratori lineari per i trattamenti radioterapici più evoluti, sistemi diagnostici di sequenziamento del DNA, un acceleratore lineare in sala operatoria e un laboratorio interno dedicato alla lavorazione e alla conservazione delle cellule staminali emopoietiche per trapianto e allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche mediante terapie cellulari innovative grazie all’autorizzazione alla produzione di farmaci di piccolo volume rilasciata da AIFA.

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