In Lombardia l’elisoccorso vola con plasma e globuli rossi concentrati, il che permetterà la somministrazione del plasma sul luogo dell’incidente, intervento salvavita in presenza di shock emorragico. Questo grazie alla collaborazione tra l’Azienda Regionale Emergenza Urgenza e la Struttura Regionale di Coordinamento per le Attività Trasfusionali (SRC) con il coinvolgimento dell’Articolazione Aziendale Territoriale (AAT) di Bergamo e il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale (SIMT) dell’ASST Papa Giovanni XXIII.

Lo shock emorragico ha un notevole impatto sulla società in termini di anni di vita persi. Specie tra i più giovani, la causa più frequente è il trauma, rappresentando fino al 50% delle morti potenzialmente prevenibili e, anche nei casi in cui non risulti immediatamente letale, produce conseguenze fisiopatologiche che condizionano l’evoluzione del trauma maggiore e ne rendono più difficile il trattamento in fase ospedaliera.

Francesco Daminelli (al centro) e Christian Salaroli (a sinistra), entrambi medici elisoccorritori della AAT 118 Bergamo, e Simone Celi (a destra), infermiere della AAT 118 Brescia

Dal 4 novembre l’elisoccorso della base di Bergamo vola equipaggiato con 2 unità di globuli rossi concentrati gruppo 0 negativo e 2 unità di plasma fresco scongelato.
In questo modo AREU e l’ASST Papa Giovanni XXIII per primi in Italia creano le condizioni per la somministrazione di plasma in fase preospedaliera, un intervento capace di mitigare gli effetti del trauma, contrastare il sanguinamento incontrollato, e migliorare la sopravvivenza dei pazienti emorragici politraumatizzati secondo i dati dei trials clinici pubblicati.

La legislazione in vigore sull’utilizzo del sangue, molto ferrea e con procedure complesse per garantire standard di sicurezza elevati, e la necessità di conservarlo a una temperatura corretta e costante, avevano impedito finora di poter utilizzare unità di emocomponenti (globuli rossi concentrati e plasma) nel soccorso preospedaliero.
Il progetto dell’AAT 118 Bergamo e del SIMT dell’ASST Papa Giovanni XXIII ha individuato una soluzione a tali limiti grazie all’utilizzo di un contenitore isotermico, già in uso in ambito militare, in grado di garantire la conservazione di plasma e globuli rossi a temperatura corretta e costante anche in condizioni ambientali estreme.
Le unità di plasma e globuli rossi concentrati, inoltre, sono costantemente tracciate e controllate, secondo un percorso validato ai sensi della normativa nazionale.

Collocazione a bordo del golden hour box

Inoltre, l’AAT 118 Bergamo e il SIMT dell’ASST Papa Giovanni XXIII introducono, primi in Italia, anche la possibilità di riscaldare attivamente gli emocomponenti durante la trasfusione sul luogo dell’incidente, allineando la qualità della cura preospedaliera dello shock emorragico ai più moderni standard internazionali.

«Dopo la prova generale del 20 ottobre siamo molto soddisfatti di poter dare il via al progetto nato in seno a una forte collaborazione con AREU e SRC.
L’emergenza Covid non ci ha fermato e da ora in avanti i concentrati di globuli rossi e il plasma potranno essere trasportati in elicottero ed essere erogati su strada, in fase pre-ospedaliera. Sono grata a tutte le persone coinvolte nel progetto che ci permette di effettuare il trasporto del plasma per il primo soccorso in loco.
Ciò migliora, secondo i dati pubblicati, la sopravvivenza in modo significativo nei soggetti politraumatizzati», sottolinea il direttore generale di ASST Papa Giovanni XXIII Maria Beatrice Stasi.

«Il progetto BOB (acronimo di Blood On Board, in italiano sangue a bordo) coinvolge, per il momento, l’elisoccorso di Bergamo come centro sperimentale. È obiettivo di AREU, previa verifica dei risultati ottenuti e alla luce dei dati della letteratura scientifica e dell’esperienza dei servizi di elisoccorso dei Paesi nei quali la procedura è già stata adottata, estendere il progetto a tutta la Regione Lombardia.
Per questo scopo, nel prossimo futuro, saranno equipaggiati anche gli altri 4 elicotteri sanitari di soccorso della flotta AREU», evidenzia il direttore generale di AREU Alberto Zoli.

Il golden hour box

«Lo sviluppo del progetto e la sua implementazione territoriale progressivamente estensiva», sottolinea Rosa Chianese, direttore SRC Lombardia Azienda Regionale Emergenza-Urgenza, «rappresentano una tappa importante per la tempestività del trattamento trasfusionale, laddove esso sia “salvavita”, nel rispetto di tutti criteri di sicurezza trasfusionale per il paziente; il progetto è particolarmente innovativo per la terapia con plasma ed è una conferma dell’importanza delle interazioni multidisciplinari della rete trasfusionale nell’ambito delle reti clinico-assistenziali».

Il progetto BOB è stato sviluppato dal dott. Francesco Daminelli e dal dott. Christian Salaroli medici elisoccorritori della AAT 118 Bergamo e dal dott. Simone Celi della AAT 118 Brescia, con il sostegno costante del dott. Angelo Giupponi (direttore della S.C. Elisoccorso Regionale) e del dott. Oliviero Valoti (direttore della AAT 118 Bergamo) e la collaborazione prof.ssa Anna Falanga: dott.ssa Marina Marchetti, dott.ssa Giulia Ravasio, dott.ssa Patrizia Ronca, dott.ssa Erika Diani, dott.ssa Cinzia Battista. Senza dimenticare la fondamentale consulenza di Mr Mawson e della dott.ssa Rachel Hawes di Great North Air Ambulance (Regno Unito).

«Il personale del SIMT ha accolto con grande entusiasmo, fin dall’inizio, la proposta di questo progetto. Vedere oggi la sua realizzazione ci riempie di orgoglio e siamo pronti a supportare quotidianamente con i nostri emocomponenti il lavoro degli operatori dell’Elisoccorso», sottolinea la prof.ssa Anna Falanga, direttore dell’Unità di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’ASST Papa Giovanni XXIII e direttore del Dipartimento Interaziendale di Medicina Trasfusionale ed Ematologia della Provincia di Bergamo (DMTE).

BOB si basa sulla generosità dei donatori di sangue di tutta la Regione ed è stato possibile anche grazie al supporto di Laura Bresciani, amministratore delegato di I.M.D. Generators Srl di Grassobbio (BG), che ha acquistato l’equipaggiamento necessario donandolo all’ASST Papa Giovanni XXIII.

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