Boom per i test diagnostici in vitro, grazie anche alla medicina personalizzata

239372SDCCMYK35Nonostante le sfide economiche e industriali, il mercato globale dei dispositivi medico-diagnostici in vitro (Ivd) sta crescendo a un tasso doppio rispetto al settore farmaceutico globale. Il mercato resterà vivace poiché il recente successo della diagnostica complementare e della medicina personalizzata – che permettono un risparmio sui costi – favorisce l’adozione di diversi test in vitro e apre nuove opportunità di espandere i test disponibili. Benché i mercati di Usa ed Europa continuino a essere importanti, il loro rallentamento spinge a guardare al mercato globale, e così la regione Asia-Pacifico sta diventando destinazione redditizia per i produttori di Ivd.
Lo studio “Analysis of the global in vitro diagnostics market” di Frost&Sullivan rileva che il mercato ha prodotto entrate per 47,27 miliardi di dollari nel 2013 e stima che nel 2017 si arriverà a 62,63 miliardi. Lo studio riguarda l’immunochimica, l’automonitoraggio della glicemia (Smbg), l’analisi point-of-care (Poct), la diagnostica molecolare, l’ematologia, la microbiologia clinica, l’emostasi e la diagnostica dei tessuti.
«L’ampio potenziale di applicazione e la tendenza al ribasso dei prezzi, possibile grazie all’integrazione con la microfluidica, alimentano la crescita a lungo termine del segmento dei test Poct. Nonostante l’incertezza del mercato, anche il segmento relativo all’ematologia sta guadagnando terreno grazie al lancio di nuovi prodotti, al sostegno derivante dalla base installata esistente e alle esigenze dei mercati emergenti», afferma Divyaa Ravishankar, analista di Frost&Sullivan. «Oltre a questi segmenti, è promettente anche quello della diagnostica molecolare, grazie alla continua domanda da parte dei mercati sviluppati di Usa ed Europa».
Tuttavia, i bassi rimborsi della sanità pubblica per i prodotti per l’automonitoraggio della glicemia in Usa ed Europa hanno un impatto negativo sullo sviluppo di questo segmento. I produttori di Ivd si stanno rivolgendo ai mercati emergenti per compensare la riduzione del passo del mercato nei Paesi sviluppati. Poiché la pressione dei prezzi e la concorrenza sempre più intensa caratterizzano i mercati emergenti, i produttori di Ivd devono operare in modo strategico in questi territori. Inoltre, i budget già ridotti dei laboratori, la carenza di personale e il minor numero di visite mediche effettuate da coloro che hanno perso l’assicurazione sanitaria fornita dall’azienda ostacolano la vendita di test diagnostici in vitro a livello globale. La connettività insufficiente nelle strutture sanitarie limita la capacità di erogare test diagnostici, creando ulteriori difficoltà al mercato. «Ciò nonostante, e dato che i test diagnostici vanno verso la semplicità e la decentralizzazione, la domanda crescerà», secondo Ravishankar. «Tutto ciò incoraggerà l’ingresso nel mercato della diagnostica molecolare tramite acquisizioni e aumenterà la diffusione di biomarcatori che possono essere testati al livello del Poct».

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