Per migliorare la qualità diagnostica delle procedure endoscopiche molti reparti di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva hanno già integrato sistemi evoluti di IA. In Italia ogni anno si effettuano oltre 2,5 milioni di esami di endoscopia digestiva, specificamente esofagogastroduodenoscopie (EGDS o gastroscopie) e colonscopie.
Il supporto dell’IA si riflette nell’analisi in tempo reale delle immagini endoscopiche, identificando aree sospette, supportando lo specialista nella rilevazione precoce di polipi e lesioni mucose e trasformando le prospettive di gestione delle malattie dell’apparato digerente. Alcuni tra questi sistemi analizzano in tempo reale i frame endoscopici (fino a 54.000 in una colonscopia) per segnalare aree sospette con una sensibilità fino al 99,7%.
Al ruolo crescente dell’IA in gastroenterologia ed endoscopia digestiva, la Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (Sige), ha dedicato una sessione all’interno del XXXII congresso nazionale delle Malattie Digestive, promosso dalla Federazione Italiana delle Società delle Malattie dell’Apparato Digerente (Fismad).
Sensibilità e accuratezza
“L’IA a supporto dell’endoscopia aumenta sensibilità e accuratezza nella rilevazione di lesioni ed è in grado non solo d’individuare, ma anche di fornire un’analisi predittiva delle caratteristiche delle lesioni, orientando le decisioni del gastroenterologo in tempo reale. Riduce la variabilità inter-operatore e promuove una maggiore uniformità nella qualità delle procedure endoscopiche, innalzando gli standard di cura a livello nazionale”, sottolinea il prof. Cristiano Spada, professore ordinario di Gastroenterologia e direttore UOC Endoscopia Digestiva Chirurgica al (DISMeC) Fondazione Policlinico Gemelli Irccs.
“Questo si traduce in sostanziali benefici per i pazienti che ricevono diagnosi più accurate e precoci con conseguenti trattamenti tempestivi a cui consegue una potenziale maggiore protezione dal rischio neoplastico. L’IA è destinata a diventare un pilastro nel miglioramento della qualità diagnostica, nella sicurezza dei percorsi clinici e nella riduzione delle disuguaglianze di performance tra operatori, con benefici significativi per la salute dei pazienti”.

L’introduzione della IA deve essere controllata
Anche le istituzioni italiane riconoscono l’importanza strategica dell’IA nella diagnostica per immagini, inclusa l’endoscopia. “Il Consiglio Superiore di Sanità, in una pubblicazione del Ministero della Salute, sottolinea la necessità di introdurre sistemi di IA in modo controllato, scientificamente validato e coerente con i principi di sicurezza, trasparenza e tutela dei dati sensibili, ponendo le basi per una governance nazionale di alto livello.
In tale contesto, una sempre maggiore integrazione dell’IA nel contesto della sanità nazionale deve prevedere investimenti economici e culturali che passino attraverso l’implementazione e promozione di infrastrutture digitali sicure. L’adozione di standard nazionali ed europei (come l’AI Act) per garantire qualità, sicurezza e affidabilità nei dispositivi basati su IA; la collaborazione attiva con società scientifiche per la definizione di linee guida sull’uso appropriato dell’IA”.
Gli ambiti di maggiore utilizzo dei sistemi di IA in ambito di patologie digestive, soprattutto in endoscopia, sono le neoplasie del colon-retto. “Si tratta del tumore digestivo più frequente, con circa 43 mila nuovi casi all’anno in Italia, dove viene utilizzata in particolare per il rilevamento automatico di polipi e adenomi durante la colonscopia (CADe – Computer Aided Detection) con conseguente miglioramento del’ADR (Adenoma Detection Rate) e riduzione delle lesioni mancate.
I dati in letteratura suggeriscono che durante una colonscopia assistita da sistemi di intelligenza artificiale si riescono a identificare fino al 13-30% in più di polipi rispetto alla colonscopia standard (senza IA). Oppure le neoplasie gastriche, i tumori allo stomaco, quinta causa di morte per cancro nel mondo e incidenti in Italia con 14 mila nuovi casi all’anno, dove l’IA interviene nel rilevamento automatico e diagnosi precoce di lesioni preneoplastiche o neoplastiche in gastroscopia oltre che la caratterizzazione in vivo delle lesioni (CADx)”.
Altre malattie dell’apparato digerente interessate dall’uso crescente di sistemi di IA, oltre le neoplasie del fegato, vie biliari e pancreas con l’analisi automatica di immagini ecografiche, TAC e RM – circa 13.000 nuovi casi all’anno in Italia di tumore al fegato e circa 14.000 di tumore al pancreas – riguardano i 250.000 pazienti affetti in Italia da malattie infiammatorie croniche intestinali ma anche quel 60-65% della popolazione italiana che riferisce disturbi digestivi ricorrenti ricollegabili alla sindrome dell’intestino irritabile (IBS).


