Confindustria Dispositivi Medici ha presentato a Modena i dati del settore dei relativi alla Regione Emilia-Romagna, che si distingue per innovazione, competenze e inclusività, con il distretto di Mirandola come punto di riferimento globale.
L’Emilia-Romagna fa registrare 502 aziende operanti in questo settore, con quasi 17.000 occupati, di cui il 51,6% altamente qualificati. Il territorio si distingue non solo per elevata produzione (circa 660 milioni di euro l’anno con quasi il 70% delle aziende), ma anche per la sua capacità di innovare e attrarre talenti.
Nel 2023, la Regione ha investito circa 130 milioni di euro in ricerca&sviluppo, pari al 12,9% degli investimenti nazionali nel settore. Con il 10,8% delle imprese italiane del settore e il 13% degli occupati a livello nazionale, l’Emilia-Romagna si afferma come polo strategico per l’industria dei dispositivi medici.
Straordinaria la concentrazione di competenze professionali: più di metà degli occupati è laureato (51,6%) e l’8,6% lavora in attività di R&I. Inoltre, il 44% della forza lavoro è rappresentato da donne, il che sottolinea l’inclusività del comparto.
L’evento “Emilia-Romagna: territorio di eccellenza e innovazione nel settore dei dispositivi medici”, nel cui contesto sono stati esposti questi dati, è stato organizzato in collaborazione con Confindustria, Confindustria Emilia-Romagna, Confindustria Emilia Area Centro e Biomedical Valley.
“Abbiamo scelto l’Emilia-Romagna per inaugurare il roadshow Insieme per un Paese in salute, progetto che celebra i 40 anni di Confindustria Dispositivi Medici”, ha dichiarato Nicola Barni, presidente di Confindustria Dispositivi Medici, “perché questo territorio rappresenta un’eccellenza nel panorama dell’innovazione delle tecnologie mediche.
Inoltre, il distretto di Mirandola, noto come la Silicon Valley italiana del biomedicale, è un punto di riferimento globale grazie alla presenza di aziende leader e alla sinergia con università e centri di ricerca. Qui nascono idee, start-up e PMI innovative che si trasformano in realtà industriali solide, contribuendo a una produzione di tecnologie avanzate al servizio della salute di tutti. Nonostante le sfide, come terremoti, pandemia e alluvioni, l’Emilia-Romagna ha continuato a dimostrare una straordinaria capacità di resilienza e innovazione, incarnando i valori che vogliamo celebrare con questo anniversario”.
“Non è un caso che Confindustria dispositivi medici abbia avviato nella nostra Regione le celebrazioni del proprio 40ennale”, ha dichiarato Annalisa Sassi, Presidente Confindustria Emilia-Romagna.
“Le imprese di questo comparto trovano in Emilia-Romagna una delle regioni più innovative e dinamiche del Paese, con un tessuto vivace di relazioni strategiche tra le imprese, alte competenze professionali e grande attitudine alla ricerca e alla presenza sui mercati esteri”.
“I dati presentati durante il convegno”, ha dichiarato Marco Fantoni, presidente della Filiera Salute di Confindustria Emilia Area Centro, “mostrano, ancora una volta, come il modello Emilia, basato sulle filiere, sia innovativo e resiliente e come questa Regione sia locomotiva trainante della manifattura italiana”.