Migliorare le analisi radiologiche rendendole più sicure per il paziente e per gli operatori stessi agendo sull’esposizione alle radiazioni ionizzanti: questa, in breve, la finalità della Direttiva 2013/59/Euratom, pubblicata in Gazzetta Ufficiale Europea il 5 dicembre 2013 e già operativa in molti Paesi Europei, dal momento che la data massima per la sua piena attuazione era fissata per il 6 febbraio 2018.
L’Italia, però, non era pronta. A oltre due anni di distanza, lo scorso 30 luglio anche il nostro Paese si è allineato con l’approvazione dell’apposito decreto legislativo attuativo, firmato dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro per gli Affari Europei Vincenzo Amendola, del ministro della Salute Roberto Speranza, del ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo e del ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa.

Una prima proposta di testo si era avuta il 26 gennaio scorso, ma la Conferenza Stato Regioni e le Commissioni Parlamentari avevano chiesto alcune modifiche.

Michele Stasi, presidente AIFM

Michele Stasi, presidente AIFM – Associazione Italiana di Fisica Medica, ha dichiarato: «finalmente viene approvata la legge di recepimento della direttiva che dà una risposta più adeguata ai pazienti, ai lavoratori e alla popolazione in termini di sicurezza e protezione contro le radiazioni ionizzanti.
Terminato questo percorso, siamo ora pronti a intraprendere un nuovo cammino, davvero molto importante, verso una corretta applicazione della norma, che sappiamo essere molto complessa e articolata».

Essenziale, in questa fase, il ruolo dell’AIFM, che si dice pronta ad affiancare le aziende sanitarie pubbliche e private e le istituzioni nel corretto recepimento della norma, in modo da garantire una radioprotezione efficace, efficiente e ottimizzata.
A settembre è previsto un webinar dedicato alla presentazione del nuovo disposto normativo.

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