Emofilia: presto le diagnosi USA supereranno le cinesi

L’emofilia è una patologia rara di origine genetica che colpisce la catena di eventi che porta alla coagulazione del sangue, determinando il rischio di morte anche per piccole emorragie.
Le due forme più diffuse di questa patologia sono l’emofilia A, con un’incidenza di 1 caso ogni 10.000 soggetti, e l’emofilia B, con un caso ogni 30.000.
La malattia colpisce solo i maschi, mentre le femmine possono essere solo portatrici.

Secondo stime di GlobalData, compagnia che si occupa di analisi di macrodati a livello internazionale, i casi di emofilia nel mondo stanno crescendo con un tasso annuo dello 0,09%, un tasso basso ma importante se si considera la rarità della patologia.

Considerando solo gli 8 Paesi più colpiti dalla malattia, USA, Francia, Germania, Italia, Spagna, UK, Giappone e Cina, nel 2028 ci saranno 67,678 malattia contro i 67,051 del 2018.

Gli USA saranno lo Stato più colpito, così come nel 2018, subito seguiti dalla Cina. Bisogna sottolineare che probabilmente in Cina i casi potrebbero essere di più, ma è più facile che non vengano diagnosticati per minori conoscenze sulla malattia in alcune zone del Paese.

Inoltre, secondo il report, “Hemophilia – Epidemiology Forecast Report to 2028”, il trend quasi stabile relativo a questa patologia è determinata da possibili cambi della demografia dei Paesi considerati, dove la popolazione invecchia e le nuove nascite sono ridotte.

Stefania Somaré

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