Fondata nel 1982 a Genova, Esaote ha costruito la propria identità attorno a una convinzione profonda: la tecnologia medica ha senso soltanto se migliora concretamente la vita delle persone. Non solo dei pazienti, ma anche di chi li cura ogni giorno.
Radiologi interventisti, ecografisti, medici di reparto: professionisti che trascorrono ore davanti a un sistema ecografico e che subiscono in modo diretto le conseguenze di un’interfaccia mal progettata, di un workflow frammentato, di strumenti che non dialogano tra loro.
È con questa consapevolezza che nasce il payoff Health with Care: non uno slogan commerciale, ma una dichiarazione di metodo che attraversa trasversalmente ogni processo di ricerca e produzione.
I due elementi che analizziamo in questo articolo sono due espressioni coerenti della stessa filosofia, ciascuna declinata in contesti clinici differenti: rendere accessibili strumenti sofisticati, ridurre la complessità operativa senza sacrificare la profondità clinica, fornire ai professionisti sanitari i migliori strumenti per prendere decisioni ottimali nell’ambito della cura.

Tastiera Easy to Clean: igiene e operatività come requisito di progetto
L’ecografo è uno strumento trasversale, presente in contesti clinici profondamente diversi tra loro: sala di radiologia interventistica, sala operatoria, terapia intensiva, pronto soccorso, ambulatorio o reparto. Ciascuno di questi ambienti pone requisiti specifici in termini di igiene, resistenza e praticità d’uso.
La tastiera touch-sensitive della piattaforma Esaote è stata progettata proprio per rispondere a questa eterogeneità: impermeabile all’acqua e alla polvere, resistente agli agenti corrosivi, si pulisce rapidamente senza smontaggio o protezioni aggiuntive. Il touchpad intelligente integrato assicura al contempo un’interazione precisa e confortevole in qualsiasi contesto.
In un contesto clinico in cui le superfici degli strumenti rappresentano potenziali vettori di contaminazione crociata, la possibilità di sanificare rapidamente la consolle senza compromettere le funzionalità operative è un requisito di sicurezza prima ancora che un vantaggio pratico. La scelta progettuale di integrare questa caratteristica direttamente nel design della tastiera riflette un approccio in cui la cura per l’operatore e la sicurezza del paziente sono concepite come un unico problema di design.
Ablation Confirmation Suite: chiudere il cerchio dell’ablazione
La termoablazione percutanea eco-guidata, nelle sue varianti è una procedura consolidata nel trattamento di lesioni epatiche e renali che tuttavia presenta un suo limite storico: come verificare con oggettività che la zona necrotica copra con margine adeguato la lesione target? Un margine di almeno 5 mm è considerato ottimale (CIRSE Standards of Practice, Crocetti et al. 2020), ma la valutazione si è a lungo affidata alla stima visiva o a software esterni, con conseguenti limiti di usabilità ed efficienza.
L’Ablation Confirmation Suite (ACS) risolve questo problema attraverso un approccio radicalmente diverso dai sistemi di conferma esterni. Il software integra direttamente nell’ecografo la capacità di elaborare i dataset TC acquisiti prima e dopo la procedura ablativa, applicando un algoritmo di registrazione elastica che compensa i movimenti d’organo e le deformazioni tissutali indotte dal trattamento termico.
Il workflow clinico si articola in quattro fasi gestite all’interno dello stesso sistema. Nella prima fase, il dataset TC pre-ablazione viene importato nell’ecografo e l’operatore imposta lesione target e margine di sicurezza desiderato.
Nella seconda fase si esegue la sincronizzazione automatica US/CT che garantisce l’allineamento continuo tra le due modalità anche in presenza di movimenti del paziente.
La terza fase è quella di navigazione e trattamento, dove l’operatore controlla mediante fusion imaging real time US/CT l’inserimento dell’ago e l’avanzamento del trattamento.
Al termine della procedura, il dataset TC post-ablazione viene importato nel sistema e l’algoritmo di registrazione elastica di ACS confronta la zona necrotica con la lesione pianificata, restituendo un risultato categorizzato in tre scenari; E1 (ablazione completa), E2 (margine parzialmente trattato), E3 (lesione parzialmente ablata). In caso di E2 o E3, la zona residua viene visualizzata sull’immagine ecografica in tempo reale come nuovo target, consentendo un ri-trattamento immediato nello stesso accesso.

Il valore clinico dell’ACS è supportato da un corpo crescente di evidenze. Il Collision Trial (NCT03765073) ha rappresentato un riferimento metodologico importante nell’ambito della verifica dell’adeguatezza dei margini di ablazione, dimostrando come la quantificazione obiettiva dell’area trattata rispetto alla pianificazione iniziale sia determinante per migliorare il controllo locale del tumore. Proprio il tipo di informazione che l’ACS rende disponibile in modo integrato e intraprocedurale, senza ricorrere a sessioni di imaging aggiuntive.
Sul piano dell’esperienza clinica diretta, il gruppo dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano coordinato dal dott. Franco Orsi ha presentato all’ECIO 2024 i risultati preliminari dell’ACS su una casistica di 9 procedure (Sattin C. et al., ePos P-204).
Lo studio ha evidenziato che la piattaforma ha permesso d’identificare tessuto patologico residuo in un caso di trattamento epatico, consentendo un ri-trattamento mirato nella stessa seduta. Gli autori hanno concluso che l’approccio integrato fornisce una soluzione intraprocedurale completa dal planning alla conferma, con impatto potenzialmente significativo sugli outcome oncologici.
La prof.ssa Crocetti (Radiologia Interventistica, Università di Pisa – presidente CIRSE 2026), che ha avuto modo di valutare il sistema direttamente, ha evidenziato quattro vantaggi operativi chiave:
- la capacità di verificare l’esito procedurale anche per lesioni difficili da raggiungere e scarsamente visibili con l’ecografia
- la visualizzazione automatica e accurata del margine di sicurezza in tempo reale in rispetto alle linee guida cliniche
- la valutazione immediata dei margini trattati rispetto alla pianificazione iniziale tramite l’algoritmo di deformazione TC post-ablazione
- la non invasività del sistema ecografico nel contesto TC, che consente la guida combinata senza rinunciare all’ecografia per il posizionamento dell’ago.
Conclusioni: la cura come progetto
Health with Care è una visione che si declina in scelte progettuali concrete: una tastiera che si sanifica senza interrompere la procedura, un algoritmo che confronta due dataset TC per rispondere alla domanda di ogni termoablazione.
Risposte concrete a domande cliniche reali, progettate da chi ha scelto di osservare il workflow dell’operatore prima di disegnare lo strumento.
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