Liguria: al via una sperimentazione per le fragilità in ospedale

È stata avviata lo scorso 21 febbraio una sperimentazione dedicata alle fragilità in ospedale voluta dall’Amministrazione Ligure che coinvolgerà, per questa prima fase, A.Li.Sa., Tribunale di Genova, Azienda Sociosanitaria ligure ASL 3 e Ospedale Policlinico San Martino IRCCS.

“Amministrazione di sostegno e realtà ospedaliera”: questo il titolo della sperimentazione, che si rivolge alle persone fragili che abbiano carenze o incapacità di provvedere a sé per ragioni cliniche e/o sociali, nell’ambito di un ricovero, di progetti di continuità terapeutica post-ricovero o di dimissioni protette. Una sperimentazione che, se darà i risultati sperati, potrà essere estesa a tutta la Liguria che, lo ricordiamo, è la Regione più vecchia del Paese.

Il Protocollo firmato offre indicazioni in merito, stabilendo come i diversi attori devono muoversi.
Innanzitutto, esistono varie procedure, ognuna pensata per delle casistiche possibili: procedura ordinaria senza urgenza/con urgenza, procedura straordinaria urgente e procedura in dimissione protetta. Per ognuna di queste sono stati stabiliti i tempi massimi di risposta da parte del Giudice Tutelare, che vanno dalle 12 ore per le situazioni più urgenti ai 60 giorni.

Inoltre, nel momento in cui si debba scegliere per le dimissioni protette, il Protocollo stabilisce che si debba nominare un Amministratore di sostegno provvisorio che deve collaborare con ospedale, servizi territoriali, medico di medicina generale, familiari, banche, INPS per la buona riuscita della dimissione protetta. Come per i percorsi terapeutici, anche in questo caso si parla di personalizzazione del piano individuato, che deve favorire il ritorno al proprio domicilio della persona fragile.

Sonia Viale
Sonia Viale, vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria

Sonia Viale, vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria, ha affermato: «penso che questo strumento sarà di grandissimo aiuto al personale medico che molte volte si trova in situazioni difficili quando, in presenza ad esempio di conflitti familiari, non può adottare il percorso di cura migliore per un paziente che non è in grado di dare il proprio consenso. Di fronte a un aumento crescente delle fragilità, intervenire per tempo con strumenti di questa natura è fondamentale. L’auspicio è che entro sei-otto mesi si possa procedere con l’estensione di queste linee guida su tutto il territorio regionale».

«Ringrazio chi ha dedicato tempo ed energie al raggiungimento di questo traguardo – ha aggiunto Walter Locatelli, commissario di A.Li.Sa. – La firma di questo protocollo operativo rientra nei progetti di A.Li.Sa. per ottimizzare l’integrazione ospedale-territorio e garantire la continuità assistenziale, supportando i cittadini più fragili, privi di una rete di caregiver, con i migliori strumenti di tutela».

Stefania Somaré

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