Uno studio prodotto da Agenas in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha monitorato la capacità di tenuta dei sistemi sanitari regionali con l’avvento della pandemia.

L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, insieme al Laboratorio di Management e Sanità (MeS) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha prodotto un’analisi preliminare delle prestazioni effettuate dal SSN – sia in regime ospedaliero sia in ambito di specialistica ambulatoriale – mettendo a confronto i dati dei primi mesi del 2020, in piena emergenza pandemica, con quelli dello stesso periodo del 2019.
L’indagine è stata presentata lo scorso 8 aprile.
In detta occasione è stata pre-annunciata la diffusione dei medesimi dati di confronto su base annua (2020/2019).

L’andamento dei ricoveri

La fotografia che emerge dallo Studio mostra, come spesso accade, un’immagine dell’Italia a macchia di leopardo, con profonde differenze tra Regione e Regione.
Uno dei dati più significativi che è emerso dallo Studio riguarda il dimezzamento dei ricoveri programmati.
Infatti, la media nazionale del periodo evidenzia una flessione del 49,9%, a fronte di una flessione del 74% registrata nella Regione Molise e del 35% nel Lazio e nella Provincia Autonoma di Bolzano.

Per quanto attiene ai ricoveri urgenti, la media nazionale si attesta a un -24%, anche qui con marcate differenze: performance migliore la Lombardia, con -12%, seguita da Emilia Romagna, Piemonte e Lazio intorno al -16%. Bollino nero, ancora in questo caso, per il Molise che segna un -55%.

Anche l’attività di ricovero cardio-circolatorio si riduce in media del 22%, con oscillazioni che vanno dal -9% della Valle D’Aosta al -42% di Marche e Molise.
Stessa riduzione in media per i ricoveri per ictus ischemico: scesi del 22% su scala nazionale, con riduzioni molto più accentuate in Molise (-50%) e in Valle D’Aosta (-54%).

Gli screening mammografici

Molto significativo l’impatto della pandemia anche su screening e campagne di prevenzione.
Il numero delle mammografie effettuate tra gennaio e settembre 2020 mostra una riduzione del 30% sullo stesso periodo del 2019, con punte negative di -40% registrate in Sardegna e in Calabria, -37% nella Provincia Autonoma di Trento e della Liguria, -35% nella Lombardia; una contrazione più contenuta è stata registrata nella sola Regione Friuli Venezia Giulia, con -16%.

L’area oncologica

Per quanto attiene, inoltre, al volume d’interventi per tumore della mammella, i trend registrati tra marzo e giugno 2020 rispetto allo stesso quadrimestre dell’anno precedente, mostrano dati estremamente difformi: Lazio e Sardegna evidenziano un segno positivo con, rispettivamente, +5 e +6% del volume di attività chirurgica; tutte in calo le altre Regioni, con percentuali che oscillano dal -7% del Friuli al -53% della PA di Trento e al -63% del Molise.

Il valore della resilienza

Se il Covid-19 ha rappresentato, soprattutto nei primi mesi del 2020, uno tsunami inatteso e travolgente per il sistema sanitario, lo Studio condotto da Agenas ha evidenziato, nel contempo, anche alcuni dati di forza e di qualità dell’assistenza sanitaria, come per esempio, la cardiochirurgia e i parti cesarei che hanno registrato una flessione dello 0,4%, e gli interventi per frattura del femore eseguiti entro le 48 ore che hanno mostrato dati migliori in quasi tutte le regioni rispetto all’anno precedente.

«Siamo ancora in una fase di piena emergenza epidemiologica, ma occorre strutturarsi per programmare e organizzare il sistema verso la completa ripartenza di tutti i servizi per soddisfare i bisogni di salute di tutti i nostri cittadini.
Agenas è a disposizione delle Regioni e delle Province Autonome per approfondire i dati presentati oggi al fine di una migliore programmazione dell’offerta», ha sostenuto il direttore generale dell’Agenzia nazionale per i servizi regionali, Domenico Mantoan.

«Davanti a uno tsunami imprevedibile quale il Covid-19», ha aggiunto Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, «i dati del primo semestre dello scorso anno dimostrano che anche realtà duramente colpite dal Covid-19 hanno tendenzialmente garantito ai propri cittadini l’erogazione di servizi essenziali, riducendo drasticamente quelli procrastinabili.
Resilienza è anche capacità di riorganizzare le cure per riequilibrare nel tempo l’offerta. Fondamentale – ha concluso la rettrice – sarà il monitoraggio del secondo semestre 2020 e l’azione di potenziamento del SSN».

Elena D’Alessandri

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