L’intelligenza artificiale migliora l’imaging in Senologia

Le dottoresse Valeria Besostri e Anna Abate, esperte in Radiologia Senologica

Un nuovo progetto della Breast Unit dell’ASST di Monza utilizza l’intelligenza artificiale per migliorare la lettura delle immagini del seno ottenute con risonanza magnetica ed ecografia.
Più nel dettaglio, l’IA fonde le immagini ottenute con le due tecniche diagnostiche, permettendo di evidenziare lesioni che altrimenti andrebbero perse.

Il dottor Riccardo Giovanazzi, direttore della Breast Unit della ASST di Monza e della Chirurgia Senologica, ha confermato: «nella moderna senologia gli occhi del chirurgo saranno quelli del radiologo di senologia.

La possibilità di fondere le immagini da fonti di indagine diverse, in questo caso ecografia e risonanza magnetica, aumentano la possibilità di vedere lesioni che potrebbero sfuggire con una singola metodica e cosa più importante sottoporle a biopsia con maggiore probabilità di fare centro al primo colpo.

L’intelligenza artificiale di fusione delle immagini ci aiuta anche a delimitare con maggiore precisione le aree, anche se molto piccole o sfumate, da operare. Ringraziamo il direttore generale Mario Alparone per aver creduto nel valore di un team specializzato nella diagnosi e cura del carcinoma mammario che permette alla Breast Unit dell’ASST di Monza di collocarsi tra i principali luoghi di cura per il tumore alla mammella in Lombardia».

L’innovativo progetto è stato condotto su 80 donne, sottoposte a ecografia mammaria in un periodo di 6 mesi: su 22 di queste pazienti, con sospetto mammografico evidente e studio ecografico negativo, è stato eseguito il completamento diagnostico con RM, grazie al quale sono state evidenziate 27 lesioni.

«L’applicazione di tecnologie così all’avanguardia», spiega la dottoressa Anna Abate della Radiologia dell’ASST di Monza, esperta in Radiologia Senologica, «permette alla nostra realtà di essere competitivi nello scenario italiano e di offrire alle nostre pazienti tutte le possibili metodiche disponibili per la diagnosi precoce del tumore mammario, le biopsie e la successiva sorveglianza dopo l’intervento. Sono orgogliosa di far parte di un team che trae la sua forza dalla stretta e continua collaborazione. Questo rende possibile confrontarsi con nuovi spunti che il costante avanzare della tecnologia propone, sempre a vantaggio della cura e della presa in carico globale della paziente».

D’altra parte, la multidisciplinarietà è l’arma vincente delle Breast Unit avanzate, come ha evidenziato Mario Alparone, direttore generale dell’ASST.

Stefania Somaré

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