Liste d’attesa, Regione Toscana ha un piano per ridurle

È di pochi mesi fa il Piano Nazionale per la Gestione delle Liste d’Attesa e la Toscana ha già varato il proprio programma regionale che fa proprie le principali linee di indirizzo siglate con l’intesa Stato-Regioni, indicazioni che erano già state dettate da delibere regionali nei mesi passati.

Il programma toscano rinforza il Piano Nazionale, introducendo regole ancora più stringenti per risolvere la questione delle liste d’attesa.
Le Aziende sanitarie avranno a disposizione 60 giorni di tempo dall’approvazione della delibera per mettere in pratica le regole fissate dalla Regione.

Ecco le azioni principali dettate dal documento:
riorganizzazione dell’offerta e dell’accessibilità alle prestazioni specialistiche ambulatoriali per garantire il bilanciamento della domanda e dell’offerta, con la definizione di elenco e volumi di prestazioni ambulatoriali, in risposta ai fabbisogni previsti;
separazione delle prime visite da quelle di controllo e follow-up: nel primo caso, l’accesso deve essere garantito entro 72 ore per i casi urgenti (classe U), a 10 giorni per l’urgenza a breve termine (classe B), 15-30 giorni per le visite specialistiche differibili (classe D) e 30-60 giorni per le prestazioni diagnostiche differibili (classe D), 120 giorni per le visite programmate (classe P), mentre per i follow-up occorre effettuare una corretta pianificazione che tenga conto del fatto che un paziente venga seguito sempre dallo stesso specialista per ridurre il fenomeno della frammentazione dei percorsi di presa in cura;
“percorsi di tutela” che garantiscono il rispetto dei tempi d’attesa: in prima istanza il team Gestione Operativa procede alla ricerca di un posto disponibile tramite il riutilizzo di potenziali posti liberi oppure prevedendo percorsi alternativi (presso un erogatore privato, in libera professione, in attività aggiuntiva) per i quali il paziente pagherà comunque solo il ticket;
i tempi d’attesa saranno pubblicati sul sito regionale, sia per le prestazioni specialistiche sia per quelle di ricovero;
l’attività in libera professione negli ospedali va gestita e tenuta sotto controllo affinché non superi le attività in regime istituzionale, come richiesto dal Piano Nazionale;
istituzione di un Osservatorio sulle liste d’attesa per monitorare e verificare l’applicazione delle indicazioni contenute nel Piano;
per le classi di priorità U e B il tempo massimo deve essere garantito per tutte le prenotazioni (100%); per la D deve essere garantito nel 95% delle prenotazioni, a fronte del 90% previsto dal Piano Nazionale per tutte le classi di priorità.

Stefania Somaré

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