Massimo Cardillo è il nuovo direttore del Centro Nazionale Trapianti

È Massimo Cardillo, del Policlinico di Milano, il nuovo direttore generale del Centro Nazionale Trapianti (CNT). Cardillo, che fino ad oggi ha guidato l’Unità operativa complessa di coordinamento trapianti e del Laboratorio di immunologia dei trapianti del Policlinico di Milano, è stato nominato dal Ministro della Salute Giulia Grillo: il nuovo incarico è di durata quinquennale, a decorrere dall’11 marzo 2019.

«Il CNT è diventato nel corso degli anni un importante punto di riferimento per le politiche trapiantologiche internazionali e per i pazienti, e sono certa che l’autorevolezza e la lunga esperienza di Cardillo porteranno valore aggiunto all’intero sistema. Gli faccio dunque i miei migliori auguri» ha dichiarato il ministro.

Cardillo direttore Centro Nazionale Trapianti
Massimo Cardillo, neodirettore del Centro Nazionale Trapianti (CNT)

«Ringrazio il ministro Grillo per la fiducia che ha voluto accordarmi: è una scelta che mi onora e che accolgo con grande senso di responsabilità. Ringrazio anche il direttore uscente,  il dottor Alessandro Nanni Costa, che ha guidato il CNT fin dalla sua fondazione nel 1999 e che ha dato una svolta fondamentale all’attività di donazione e trapianto nel nostro Paese. In questi vent’anni la Rete trapiantologica si è sviluppata tantissimo sotto il profilo scientifico e organizzativo» ha commentato Cardillo.

«L’impegno è quello di continuare a far crescere tutto il sistema, consolidando l’attività di donazione e trapianto in tutte le regioni italiane. Sarà importante anche promuovere  iniziative rivolte ai cittadini per rafforzare la cultura della donazione, ridurre il tasso di opposizioni e radicare la consapevolezza che il trapianto permette ai pazienti in lista d’attesa di tornare ad una vita piena» ha aggiunto il neodirettore. «Occorre infine proseguire nello sviluppo dei nostri programmi, specialmente per quanto riguarda la donazione a cuore fermo e quella da vivente, e investire sempre di più sulla formazione di tutti gli operatori, in particolare per coltivare una nuova generazione di chirurghi del trapianto».

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