Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Malattie Rare, nel 2017 i pazienti affetti da colite ulcerosa o morbo di Crohn erano circa 250.000, un numero che consente di indicarne l’incidenza come medio-alta.
I sintomi non sempre si presentano tutti insieme e capita che la patologia venga confusa con il “colon irritabile”: ciò determina un ritardo diagnostico che può incidere negativamente sul decorso terapeutico.

Uno studio norvegese ha presentato uno score basato su dati ecografici in grado di indicare l’andamento della patologia, senza bisogno di sottoporre il paziente a ileo-colonscopia (Sævik F, Eriksen R, Eide GE, Gilja OH, Nylund K. Development and Validation of a Simple Ultrasound Activity Score for Crohn’s disease [published online ahead of print, 2020 Jun 6]. J Crohns Colitis. 2020;jjaa112. doi:10.1093/ecco-jcc/jjaa112).
Lo strumento è stato sviluppato a partire da 40 pazienti affetti da morbo di Crohn, esaminati con ecografia ed endoscopia: da qui i ricercatori hanno isolato 7 variabili ecografiche per poi valutarne l’efficacia con una regressione lineare multipla.

Le variabili di partenza erano: lo spessore delle pareti intestinali, la lunghezza dell’intestino, i colori al Doppler, la presenza di stenosi, la presenza di fistole, la stratificazione e il grasso che circonda l’intestino.
Questa prima fase ha portato a eliminare tre variabili: lunghezza del lume e presenza di fistole e stenosi.

Le variabili restanti, in combinazione, hanno mostrato un coefficiente di correlazione multipla pari a 0,78.
A questo punto i dati ecografici di ogni paziente sono stati riesaminati alla luce dei nuovi parametri per una valutazione incrociata tra operatori: questa fase ha permesso di eliminare anche la stratificazione e la presenza di grasso dallo score.

Il nuovo score si basa quindi su due sole variabili: la colorazione al Doppler e lo spessore delle pareti intestinali.
Per verificarne la capacità di individuare l’attività della patologia, lo strumento è stato testato su 124 nuovi pazienti, divisi in due coorti: in entrambi i casi, lo score ecografico ha correlato bene con lo standard di riferimento scelto, ovvero il Simple Endoscopic Score for Crohn’s Disease (SES-CD).

Dato il basso numero di pazienti sui quali è stato testato questo nuovo score, occorrono probabilmente ulteriori conferme, ma in ogni caso lo studio evidenzia l’utilità dell’ecografia in questi pazienti.

Stefania Somaré

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