Progettare un nuovo ospedale significa mettere insieme esigenze che difficilmente possono essere ricondotte a una sola dimensione. Architettura, organizzazione sanitaria, strutture, impianti, tecnologie biomedicali, sicurezza, sostenibilità, costi e capacità di adattarsi nel tempo devono convivere e conciliarsi all’interno dello stesso progetto. Una complessità che rende particolarmente delicata anche la scelta dello strumento con cui individuare il progetto e il gruppo di professionisti chiamati a svilupparlo.
È da questa premessa che parte il confronto “Nuovi ospedali: il concorso di progettazione è lo strumento giusto?”, calendarizzato giovedì 8 ottobre, nell’ambito di SAIE Bologna, la storica Fiera delle Costruzioni in Italia, in programma dal 7 al 10 ottobre. L’incontro è organizzato da OICE Emilia-Romagna e sarà moderato da Marilena Pavarelli, project manager di Exposanità.
Tre concorsi, tre esperienze a confronto
Il panel porterà al centro della discussione tre importanti interventi di nuova edilizia sanitaria in Lombardia: il Main and Children Hospital degli Spedali Civili di Brescia, il Grande Ospedale della Malpensa e il Nuovo Ospedale di Cremona. A confrontarsi saranno direttamente i professionisti dei raggruppamenti vincitori, chiamati a raccontare non soltanto le caratteristiche delle proposte progettuali, ma anche l’esperienza maturata durante e dopo il concorso e le eventuali criticità incontrate.
L’obiettivo non è infatti stabilire quale dei tre percorsi abbia prodotto il risultato migliore, ma capire come uno stesso strumento possa confrontarsi con programmi sanitari, contesti territoriali e condizioni progettuali differenti. E soprattutto quali elementi incidano sulla qualità finale: dal rapporto tra requisiti della committenza e libertà progettuale all’interdisciplinarità dei gruppi, dai tempi e dalle risorse necessarie per partecipare fino allo sviluppo delle successive fasi progettuali.
Dal progetto vincitore all’ospedale realizzato
Il passaggio dalla competizione alla realizzazione rappresenta uno dei nodi più interessanti del confronto. Un ospedale non richiede soltanto l’elaborazione di un’idea valida, ma la sua capacità di evolvere attraverso il coordinamento di numerose discipline e il confronto conesigenze organizzative, normative ed economiche.
Vincere un concorso, infatti, non è il punto di arrivo. Nelle fasi successive entrano in gioco il confronto con gli operatori sanitari, l’approfondimento delle discipline specialistiche, le verifiche normative ed economiche e lo sviluppo delle soluzioni tecnologiche. Diventa quindi centrale anche la continuità progettuale: quanto dell’idea iniziale riesce a mantenere la propria identità durante il processo che conduce al progetto sviluppato e, infine, all’opera costruita?
Si tratta di una riflessione che va oltre il singolo strumento. Il concorso può mettere in competizione visioni differenti e favorire innovazione e qualità architettonica, ma nel caso di un ospedale il risultato dipende anche dalla capacità di integrare competenze diverse, controllare costi e tempi e mantenere coerenza tra le diverse fasi. È su queste condizioni che il confronto di Bologna proverà a spostare l’attenzione e fornire spunti.
Dalla qualità progettuale alle superfici ospedaliere
Il programma di SAIE dedica uno spazio specifico anche ad un altro aspetto tecnico dell’ambiente sanitario: quello delle pavimentazioni. Venerdì 9 ottobre, si terrà l’incontro “Pavimentazioni in ambito ospedaliero e sanitario”.
Il focus sarà sulle soluzioni e sulle buone pratiche per realizzare superfici che, in un contesto sanitario, devono rispondere contemporaneamente a esigenze di sicurezza, igiene, durabilità e funzionalità. L’incontro è organizzato da SAIE in collaborazione con CONPAVIPER e sarà, anche in questo caso, moderato da Marilena Pavarelli.
Due appuntamenti diversi ma legati da una stessa prospettiva: quella di un’edilizia sanitaria nella quale la qualità non dipende da un singolo elemento, ma dalla capacità di integrare progettazione, prestazioni tecniche, esigenze assistenziali e gestione dell’opera nel tempo.


