OCT all’avanguardia per il Gemelli di Roma

Tradizionalmente l’imaging endovascolare delle coronarie si ottiene con l’angiografia coronarica e con l’ecografia intravascolare (IUVS), ma entrambe le metodiche non permettono di visualizzare sempre tutti i dettagli utili a fini clinici e di intervento, e questo «soprattutto nei pazienti più fragili e a maggior rischio di complicanze», sottolinea Francesco Burzotta, responsabile UOS Trattamento Percutaneo delle Cardiopatie Strutturali, coordinatore del Percorso clinico-assistenziale del paziente con valvulopatia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs e professore aggregato di Cardiologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Una soluzione alternativa è la Optical Coherence Tomography, che consente di studiare dall’interno la struttura delle coronarie, offrendo dettagli della parete delle arterie utili per personalizzare il trattamento dei pazienti con cardiopatia ischemica. Questa tecnica è utilizzata da anni presso l’ospedale romano, dove permette di studiare le caratteristiche anatomiche delle placche aterosclerotiche e di ottimizzare il trattamento in caso di angioplastica con impianto stent.

L’équipe di Emodinamica

Di recente l’Unità Operativa Complessa di Interventistica Cardiologica e Diagnostica Invasiva della Fondazione ha utilizzato, per prima in Italia, l’innovativo catetere di OCT Dragonfly OpStar™, che «offre immagini intracoronariche di migliore qualità ed è stato strutturato in modo da facilitarne l’applicazione nelle anatomie coronariche più difficili», spiega il prof. Carlo Trani, direttore dell’UOC. «Questo catetere può essere utilizzato con facilità nei casi tortuosi e calcifici o con placche più serrate o periferiche, portando i vantaggi dell’OCT anche ai pazienti più complessi, che vengono spesso riferiti per il trattamento al nostro centro».

Poco diffuso in Italia per via dei costi aggiuntivi richiesti dal suo utilizzo, l’OCT favorisce, però, processi decisionali più precisi che portano anche a migliori scelte terapeutiche e interventi più precisi: il che significa non solo salvare vite, ma anche utilizzare al meglio le risorse.

Stefania Somaré

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