OMS: gli obiettivi sanitari per i prossimi dieci anni

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale OMS

Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha stilato la lista delle 13 sfide sanitarie globali che i Paesi devono affrontare entro il 2030, sottolineando che sono tutte ugualmente importanti.

Ecco l’elenco.

  • Dare importanza alla salute quando si parla di cambiamenti climatici: l’inquinamento dell’aria causa circa 7 milioni di morti l’anno, mentre gli eventi climatici estremi aumentano il rischio di diffusione della malaria e di altre malattie infettive e accrescono la malnutrizione.
  • Portare supporto sanitario nelle aree del mondo che stanno vivendo un conflitto.
  • Affrontare le disuguaglianze tramite un’assistenza primaria il più efficace e omogenea possibile per coprire il gap esistente nell’accesso alla salute tra diversi Stati, ma anche all’interno di uno stesso Paese.
  • Migliorare l’accesso a medicine, vaccini e sistemi diagnostici dei Paesi più poveri, anche contrastando la diffusione di farmaci falsificati.
  • Contrastare le malattie infettive; per fare un esempio, l’OMS stima che nel 2020 ci saranno 4 milioni di morti per HIV, TBC, epatite virale, malaria, infezioni sessualmente trasmissibili e patologie tropicali.
  • Prepararsi a una possibile pandemia: a causa degli eventi estremi che si verificano e della connessione tra i vari Paesi, la nascita di un nuovo patogeno altamente infettivo porterà inevitabilmente a un contagio molto diffuso.
  • Proteggere le persone da sostanze pericolose, alimentari o meno che siano (tra queste anche il tabacco).
  • Sostenere chi si occupa di curare le persone, tramite investimenti nella formazione e paghe eque.
  • Accertare che gli adolescenti siano al sicuro, attaccando atteggiamenti e condizioni che ne mettono a rischio la vita, come l’abuso di sostanze o la violenza domestica.
  • Rinforzare il ruolo dei medici di base per creare un nuovo clima di fiducia verso l’istituzione Salute in ogni Paese.
  • Aprirsi alle nuove tecnologie e al tempo stesso individuare le questioni etiche e sociali a esse connesse per darvi risposta.
  • Ridurre il problema dell’antibiotico-resistenza minandone le basi e facendo ricerca per individuare nuove sostanze attive nei confronti dei ceppi resistenti.
  • Favorire la diffusione delle pratiche igieniche e la presenza di acqua pulita dove ora non è disponibile.

«Questa lista», ha spiegato il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, «è stata stilata con l’aiuto dei nostri esperti provenienti da varie aree del mondo e richiede che vi siano adeguati investimenti nei sistemi sanitari da parte dei Paesi. La salute pubblica è una scelta politica e la salute è un investimento per il futuro».

Stefania Somaré

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