Oncologia: un appello per la ricerca

Non esiste avanzamento medico senza una buona ricerca: è quanto sottolinea la Federation of Italian Cooperative Oncology Group (FICOG), associazione nata nell’aprile 2015 sotto l’egida di AIOM.

Carmine Pinto

Il suo presidente, Carmine Pinto, in una lettera al ministro della Salute, al ministro dell’Istruzione, al direttore generale di AIFA, al commissario straordinario dell’ISS e al direttore generale di AGNAS, fa notare: «serve un progetto nazionale per la ricerca che includa e metta in rete i diversi ambiti dell’oncologia clinica e traslazionale in un’unica strategia e con adeguate risorse.
Chiediamo che vengano condivise idee e programmi per la ricerca oncologica italiana e che vengano definite linee di indirizzo e realizzate le infrastrutture necessarie.
La ricerca dovrebbe essere sempre più rappresentata e considerata nelle strategie di sviluppo del nostro Paese, di cui costituisce un’importante risorsa».

Nel 2017 il 42,2% degli studi clinici autorizzati da AIFA ha riguardato l’oncologia e questo nonostante vi sia in Italia un ecosistema frammentato e caratterizzato da scarse risorse. Nella lettera, FICOG si dice anche disponibile a collaborare per definire le norme attuative del d.lgs. n. 52 del 14 maggio 2019 relativo al riassetto e alla riforma della sperimentazione clinica dei medicinali a uso umano.

Spiega Pinto: «il provvedimento può essere il punto di partenza di un progetto strutturale e condiviso per la ricerca italiana. Il decreto affronta punti rilevanti per lo sviluppo della ricerca, che i gruppi cooperativi si trovano a gestire quotidianamente, quali l’utilizzo a scopo di ricerca di materiale biologico o clinico residuo da precedenti sperimentazioni, la formazione del personale coinvolto nella ricerca, i requisiti per l’autorizzazione dei centri per la conduzione di sperimentazioni cliniche dalle fasi I alle fasi IV, l’indipendenza della sperimentazione e i conflitti di interesse, l’identificazione degli studi no profit e le relative facilitazioni, gli studi osservazionali, fino alla cessione dei dati dei risultati della sperimentazione no profit a fini registrativi.

Per il nostro Paese è una grande occasione per realizzare e strutturare la rete per la ricerca oncologica e rispondere alle richieste dei pazienti, in una reale sfida per l’innovazione. La ricerca è possibilità di sopravvivenza per i malati di cancro ed è un dovere istituzionale».

Stefania Somaré

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here