Orecchio artificiale impiantato grazie a un robot

Un orecchio artificiale è stato impiantato, presso l’Ospedale Sant’Anna di Castelnovo ne’ Monti, in un paziente grazie a un dispositivo digitale robotico 3D che unisce le caratteristiche del microscopio chirurgico a quelle della tecnologia robotica e consente di pilotare lo strumento di visione tridimensionale con i movimenti della testa del chirurgo.

Sono molteplici i campi di utilizzo già consolidati del microscopio robotizzato, in particolare lo strumento è impiegato da tempo nella chirurgia oncologica cerebrale, epatica, gastrointestinale e nella chirurgia vascolare e plastica ricostruttiva. La notevole capacità di ingrandimento unita alla conservazione di una nitida visione e definizione delle aree interessate lo rende tuttavia particolarmente idoneo alla microchirurgia dell’orecchio.

Per questo la Struttura semplice dipartimentale di Audiologia e Otochirurgia di Reggio Emilia e Castelnuovo Monti, diretta dal dott. Giovanni Bianchin, ha di recente utilizzato questo dispositivo per la chirurgia dell’orecchio, sperimentandone, tra i primi Centri in Italia, le potenzialità e fornendo utili informazioni allo staff bioingegneristico che ne sta testando e sviluppando il funzionamento.

L’équipe di Otochirurgia

Nell’intervento, completato con successo su una paziente di media età con sordità progressiva non più correggibile con le protesi tradizionali e con la ricaduta di importanti difficoltà comunicative, sono state utilizzate oltre al robot le tecniche mininvasive di accesso alla coclea per l’impianto cocleare. Queste procedure, per cui l’Otochirurgia di Reggio e Castelnuovo è esperta, migliorano la conservazione dell’udito residuo e il risultato del recupero uditivo post operatorio.

La scelta di eseguire il tipo di impianto a Castelnovo ne’ Monti è stata dettata dall’elevata competenza professionale e dall’affiatamento di medici e infermieri del comparto chirurgico e dalla considerevole esperienza acquisita dallo staff anestesiologico diretto dal dott. Federico Piccioni e coordinato in loco dal dott. Ermanno Briglia. Peculiarità per le quali il Sant’Anna è oramai una consolidata realtà regionale nella chirurgia otologica.

La correzione chirurgica della sordità ha una domanda crescente legata all’aumento dell’ipoacusia che riguarda circa il 14% della popolazione per diversi fattori, non ultimo l’inquinamento acustico sia lavorativo che ambientale.

Giovanni Bianchin

«Anche la recente pandemia», sottolinea il dott. Bianchin, «potrebbe avere inciso sull’aumento della percentuale di persone affette da calo uditivo. Di recente il Tavolo Regionale per la sordità della Regione Emilia-Romagna ha intrapreso un monitoraggio della epidemiologia della sordità nell’adulto (da anni viene eseguito un monitoraggio neonatale) che potrà fornire informazioni e valutazioni in merito».

L’importanza del riconoscimento della diffusione della sordità nella popolazione della Regione potrà consentire di adottare i provvedimenti di tutela per questi cittadini in particolare nella fruizione dei sistemi di comunicazione e informazione così importanti in una situazione pandemica.

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