Ospedali pain free

Due bambini su cinque e un adulto su due ricoverati in ospedale hanno dolore ma spesso non ricevono alcuna terapia antalgica. Per una migliore applicazione della legge 38/2010, il mondo del non profit lancia due iniziative. È così che è entrato nella fase operativa il progetto “Spegni il dolore. La rete delle lampade”, promosso dall’Associazione Vivere Senza Dolore e dalla Fondazione Maruzza Lefebvre, sotto la direzione scientifica della prof.ssa Franca Benini, con l’obiettivo di definire indicatori che permettano agli ospedali di misurare la qualità del loro approccio al dolore cronico e identificare eventuali aree di criticità su cui intervenire.
Il progetto, nato in ambito pediatrico, ha visto al lavoro una squadra di venti esperti tra i massimi esponenti italiani nel campo del dolore (medici, infermieri, psicologi, giornalisti, non profit, società scientifiche, istituzioni, pazienti e loro familiari) e ha permesso di creare un utile strumento: un questionario facile da applicare in tutti i reparti e, grazie alla sua struttura a moduli, adattabile a qualsiasi tipo di struttura ospedaliera, sia essa di primo, secondo o terzo livello. La collaborazione con l’Istituto Mario Negri di Milano ha permesso la validazione del questionario che, dal 15 gennaio, è testato presso sette centri pediatrici tra i più accreditati a livello nazionale. Dopo questa prima fase, entro fine marzo, a tutti gli ospedali italiani sarà proposto di valutare il proprio livello d’intervento sul dolore nel bambino, in base ai criteri minimi e agli standard di qualità definiti dal Board, rispondendo ad alcune domande mirate sui servizi erogati dalle strutture. A ogni centro partecipante saranno attribuite una o più “Lampade del sorriso”, in base al livello di cura raggiunto. Il network che si formerà tra le diverse strutture aderenti al progetto costituirà una rete di eccellenza, “la rete delle lampade”, dove la condivisione e lo scambio culturale permetteranno una crescita continua della qualità dei servizi erogati, a beneficio dei pazienti.
Una seconda iniziativa è 38Checkpain. Il 51% dei pazienti ricoverati ha un dolore cronico non controllato con un’intensità media di 5,2 su una scala da 0 a 10. Oltre il 20% dei pazienti, inoltre, non ha una terapia antalgica in atto e non riceve un trattamento efficace. In pratica, è disatteso l’articolo 7 della legge 38, che obbliga a riportare sempre in cartella clinica l’intensità del dolore, il suo andamento nel tempo e l’effetto ottenuto con le cure somministrate. 38Checkpain, grazie a una checklist, mira a far sì che l’attenzione dell’équipe di reparto si focalizzi sul dolore. Alla fase test del progetto sono state invitate cento oncologie su tutto il territorio nazionale, ma la checklist è estensibile a qualunque reparto ospedaliero. Entro fine gennaio terminerà l’arruolamento dei centri e per metà aprile si attendono i primi risultati.

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