Radioterapia intraoperatoria a Pavia

Nella prima Breast Unit italiana con certificazione europea di qualità, interventi a tecnologia integrata migliorano la qualità di vita delle pazienti con tumore al seno: si tratta della Intra Operative Radiotherapy (Iort), il braccio robotico – in uso presso l’Unità Operativa di Chirurgia Senologica e Chirurgia Plastica Oncologica dell’Istituto Scientifico di Pavia della Fondazione Maugeri, in collaborazione con il Servizio di Radioterapia – che rivoluziona la qualità e la durata della radioterapia necessaria per evitare il rischio di recidive. Il dispositivo colpisce direttamente la zona da cui è appena stato asportato il tumore al seno senza danneggiare i tessuti circostanti; riduce a un unico trattamento intra-operatorio il programma di radioterapia che normalmente segue l’intervento chirurgico e, quindi, i disagi pratici e psicologici dati dal prolungarsi della cura, con impatto positivo sulla qualità di vita delle pazienti. Questo trattamento, ideato all’Istituto Europeo di Oncologia, è possibile grazie alla presenza in una sala operatoria dedicata di uno staff plurispecialistico che assicura la perfetta integrazione tra chirurgia oncologica, chirurgia plastica e radioterapia. «Dopo l’asportazione del tessuto tumorale», dice Giovanni Ivaldi, responsabile del Servizio di Radioterapia, «è fondamentale arginare il rischio di eventuali recidive locali mediante radioterapia, finora somministrata dopola dimissione. Ilmacchinario Iort (il brevetto è italiano) rivoluziona questa prassi e permette di eseguire il programma di radioterapia in un’unica soluzione contestualmente all’intervento o, se è necessario proseguire il trattamento radioterapico post-operatorio, di dimezzarnela durata. Unavolta rimosso il tessuto tumorale e protetti gli organi sani con una speciale schermatura, il dispositivo irradia la parte di mammella che conteneva la neoplasia al fine di sterilizzarla dalla presenza di eventuali cellule maligne residue. L’irradiazione, regolata in base al tessuto da raggiungere, avviene in pochi secondi grazie all’alta intensità della radiazione prodotta. Inoltre, la particolare forma dello strumento – un braccio robotico che può essere spostato all’interno della sala operatoria – consente di analizzare l’area da colpire con la massima precisione».

«Dopo aver irradiato la zona», prosegue Vittorio Zanini, responsabile dell’Uo di Chirurgia Senologica e Chirurgia Plastica Oncologica, «si completa l’intervento ricostruendola mammella. Il trattamento del carcinoma si basa quindi su un approccio terapeutico integrato che assicura interventi sempre meno invasivi e capaci di unire l’efficacia del risultato clinico e il miglioramento della qualità di vita, anche nel periodo di ricovero e cura».

L’acquisizione del macchinario rientra nel programma di sviluppo del Centro di Senologia Maugeri, la cui direzione clinica è affidata a Lorenzo Pavesi, responsabile dell’Uo di Oncologia Medica, è stata la prima struttura italiana a ricevere, nel 2009, la certificazione europea di qualità da Eusoma (Società europea per la Senologia).

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