Retinopatia diabetica ed efficacia della teleoftalmologia

Nel 2021 l’International Diabetes Federation (IDF) ha stimato un tasso d’incidenza globale del 10% per il diabete, equivalente a circa 536,6 milioni di adulti affetti da diabete di tipo 2 e 1,2 milioni di bambini e adolescenti con diabete di tipo 1. Questi valori sono destinati a crescere nel tempo.

Tra le complicanze più comuni del diabete c’è la retinopatia diabetica, la cui prevalenza globale tra i pazienti diabetici sarebbe del 22.27%, secondo una revisione internazionale. Ciò significa che ne sono attualmente affette circa 28.54 milioni di persone. Si pensa però che questo numero crescerà fino a 160.50 milioni entro il 2045.
Gli autori della revisione hanno inoltre sottolineato che ispanici e mediorientali sono più soggetti a sviluppare questa complicanza rispetto agli asiatici.
Se non individuata per tempo e opportunamente trattata, la retinopatia diabetica porta a cecità e conseguente disabilità. Importante è quindi incrementare sia i percorsi di screening sulla popolazione diabetica sia i follow-up.
Negli ultimi anni ai percorsi tradizionali si è affiancata la teleoftalmologia, che ha permesso di avvicinare i centri specialistici ai pazienti, almeno in alcuni Paesi.

È utile chiedersi, però, se questo strumento abbia permesso di migliorare l’aderenza terapeutica ai percorsi di follow-up successivi a uno screening per retinopatia diabetica da remoto.
Ha cercato di rispondere a questa domanda un lavoro condotto dal Dipartimento di Oftalmologia e Visual Science dell’Università del Wisconsin di Medison.
Gli autori hanno valutato come si è modificata l’aderenza terapeutica ai follow-up dei pazienti diabetici sottoposti a screening oftalmologico tra 2015 e 2020, idealmente facilitati dalla teleoftalmologia.
In tutto sono 948 i pazienti sottoposti a screenng da remoto nel periodo di tempo considerato: di questi, 170 hanno avuto indicazioni per proseguire con un percorso di follow-up.
Si tratta di pazienti che vivono sia in città che in campagna, nella maggioranza dei casi coperti da un’assicurazione sanitaria. Le analisi statistiche effettuate dal team di ricerca evidenziano un calo di aderenza terapetica nel tempo: questa è passata dal 62.7% pre-Covid al 46% dell’epoca pandemica.

Andando oltre, lo studio cerca di capire quali siano i fattori che favoriscono l’aderenza terapeutica e quali che la ostacolano. Tra i primi, sembra esserci il vivere in un centro urbano, l’avere un reddito famigliare più alto e essere seguiti da un ospedale cittadino.
Al contrario, i pazienti che vivono in campagna e quelli con uno stato socioeconomico più basso faticano a seguire i follow up richiesti dopo la visita in teleoftalmologia.

(Lo studio: Luo S, Lock LJ, Xing B, Wingelaar M, Channa R, Liu Y. Factors Associated with Follow-Up Adherence After Teleophthalmology for Diabetic Eye Screening Before and During the Covid-19 Pandemic. Telemed J E Health. 2022 Dec 23. doi: 10.1089/tmj.2022.0391. Epub ahead of print. PMID: 36576981)

Stefania Somaré

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