Il trauma cranico è una delle principali cause di morte al mondo ed è anche uno degli eventi che i medici di Pronto Soccorso affrontano con maggiore frequenza.
Individuare una frattura all’osso temporale richiede l’uso di una TC.

Un recente studio statunitense ha dimostrato che nei pazienti a basso rischio una TC pan-scan è sufficiente per individuare il trauma: in questi pazienti è quindi possibile evitare di effettuare una TC dedicata all’osso temporale, riducendo non solo le radiazioni cui il paziente è sottoposto ma anche i costi per la struttura ospedaliera (Szczupak, M., Kravietz, A., Patel, J., Grobman, A., Sidani, C. and Hoffer, M.E. (2020), Utilization of computed tomography in temporal bone fractures at a large level I trauma center. The Laryngoscope).

Lo studio è stato condotto presso un centro ospedaliero traumatologico di primo livello e ha coinvolto tutti i pazienti (300) giunti in ospedale con fratture all’osso temporale e sottoposti sia a TC pan-scan sia a TC dedicata.

I pazienti sono stati quindi stratificati in base al rischio in due gruppi: alto rischio (180) e basso rischio (120).

In particolare, i ricercatori hanno individuato 5 zone anatomiche critiche: la capsula ottica, il canale carotideo, il canale del nervo facciale, la catena ossiculare e il tegmen.

I soggetti inseriti nel gruppo a basso rischio non presentavano fratture in queste aree anatomiche.
Le successive analisi hanno permesso di valutare che nei pazienti a basso rischio è sufficiente basarsi, appunto, sui risultati della TC pan-scan.

Stefania Somaré

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