Tornano a crescere i donatori di sangue

Il 2018 ha fatto registrare risultati positivi dopo tanti anni di impegno da parte delle associazioni attive nel campo della donazione di sangue, del Ministero dell Salute e altri ancora: dopo anni di segno negativo, il numero dei donatori torna a salire.
A confermarlo i dati presentati il 12 giugno dal Centro Nazionale Sangue: con una crescita dello 0,2%, il 2018 ha portato 1.682.724 donatori.

La Regione che ha contribuito di più è stata il Friuli Venezia-Giulia, anche se in Campania e Sardegna si ha il maggior numero di nuovi donatori.

Il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha commentato: «le trasfusioni e le terapie salvavita con i farmaci derivati del plasma sono inseriti nei Livelli Essenziali di Assistenza, ma solo grazie allo sforzo dei donatori e delle associazioni di categoria è possibile garantirle quotidianamente ai pazienti.
Dobbiamo tutti lavorare per sostenere e sviluppare il sistema sangue italiano, di recente riconosciuto come modello da seguire anche dall’Oms, che ci ha affidato l’organizzazione dell’evento globale della Giornata Mondiale dei Donatori del 2020».

A tal fine è stato anche creato un nuovo sito ad hoc per i donatori.

Vediamo i numeri presentati: i nuovi donatori sono stati 371 mila, per lo più nelle fasce d’età 36-45 e 46-55 anni.
In costante calo, invece, le donazioni da parte dei più giovani: solo 210 mila tra i 18 e i 25 anni hanno donato nel 2018.
In totale lo scorso anno sono stati raccolti 840 mila chilogrammi di plasma, 4 mila in più rispetto all’anno precedente, pienamente in linea con gli obiettivi del Programma Nazionale Plasma, a fronte anche di una lieve diminuzione del numero di pazienti trasfusi, pari a 630 mila contro i 637 mila del 2017.

Continua a calare, d’altro canto, la donazione di plasmaferesi, forse perché la procedura richiede più tempo per essere portata a termine.
In calo anche i medici che operano nei centri trasfusionali.
A tal riguardo Giancarlo Liumbruno, direttore generale del Centro Nazionale Sangue, ha commentato: «viviamo in una situazione di sostanziale equilibrio, ma in alcune Regioni periodicamente è necessario ricorrere al sistema della compensazione. È importante che tutte le Regioni garantiscano un’organizzazione della rete regionale di medicina trasfusionale tale da mantenere costanti i livelli di raccolta di plasma e sangue, per esempio diversificando gli orari d’apertura dei centri di raccolta per andare incontro alle esigenze dei donatori.
Per quanto riguarda la carenza di medici, che sconta anche l’assenza di una specializzazione in Medicina trasfusionale, abbiamo chiesto agli Assessorati alla Salute delle Regioni, insieme ai presidenti dei collegi dei professori di Ematologia e Patologia Clinica, di aumentare la disponibilità di borse di studio per queste specialità per coprire gli organici anche nei Servizi trasfusionali».

Stefania Somaré

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