Oltre 170 ricercatori del Lazio, in rappresentanza di nove Irccs, si sono riuniti all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani per avviare un percorso condiviso per integrare competenze, tecnologie e linee di ricerca.
Cristina Matranga, direttrice generale dello Spallanzani, ha spiegato il razionale dell’iniziativa.
«Dalla varietà di discipline, approcci, strumenti, storie professionali nasce valore. L’obiettivo è conoscersi meglio e individuare punti di contatto reali per avviare collaborazioni. Gli Irccs del Lazio rappresentano un insieme di competenze di alto livello. L’obiettivo è farlo funzionare in modo più connesso, visibile, efficace. Questo perché le sfide scientifiche e sanitarie sono complesse, cambiano rapidamente e richiedono risposte coordinate. Lavorare in modo isolato oggi è semplicemente meno efficace».
Enrico Girardi, direttore scientifico dello Spallanzani, ha aggiunto: «la visione ministeriale e i nuovi provvedimenti di legge sulla ricerca sottolineano l’importanza delle reti tra Irccs. Non solo reti di specialità ma anche reti trasversali e locali che mettano in comune tecnologie, idee e pratiche. Qui poniamo le basi per una rete tra gli Irccs del Lazio».
I partecipanti
Oltre allo Spallanzani, hanno partecipato Fondazione Santa Lucia, Policlinico Universitario Agostino Gemelli, IFO Regina Elena, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, San Raffaele Pisana, Fondazione Bietti, Istituto Dermopatico dell’Immacolata, IFO San Gallicano.
I nove Irccs hanno concordato l’avvio di un percorso operativo per sviluppare progetti congiunti e strumenti di collaborazione stabile a livello regionale.
In rappresentanza del Ministero della Salute sono intervenuti Graziano Lardo, direttore generale della Ricerca e dell’Innovazione in Sanità, e Luca Padua, dirigente dell’Ufficio 3. Presente anche Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio della Regione Lazio.


