Farmaci direttamente nel cuore

Farmaci direttamente nel cuoreIn giugno sulla rivista Nature Biomedical Engineering è stato pubblicato lo studio internazionale “Sustained release of targeted cardiac therapy with a replenishable implanted epicardial reservoir” (William Whyte, Ellen T. Roche, Claudia E. Varela et al.) che descrive un piccolo dispositivo medico in grado di rilasciare gradualmente ma in modo ripetuto medicinali direttamente nel cuore, in modo da proteggerlo dopo un infarto.

Il dispositivo è stato testato su modello animale (un topo con cuore infartuato) per quattro settimane, dando al soggetto benefici di carattere funzionale, in termini di frazione di eiezione, accorciamento frazionale dell’endocardio e sforzo nella fase di sistole.

I ricercatori hanno confrontato le azioni sul cuore del dispositivo con la situazione in un topo al quale è stata data una sola somministrazione dello stesso farmaco e uno al quale non è stato dato nulla.

Il dispositivo offre un altro vantaggio: può aderire all’epicardio ed essere riempito dall’esterno tramite un tubicino. Ciò permette di utilizzarlo a lungo. Inoltre, il suo piccolo serbatoio, fatto di una sostanza polimerica, può contenere sia piccole cellule sia macromolecole e persino cellule e permette di superare una serie di difficoltà legate alla somministrazione tradizionale, come gli effetti collaterali e la corta vita media dei farmaci comunemente utilizzati nelle terapie dopo un infarto.

Questa ricerca può inoltre, come sottolineato dagli stessi autori, dare il via a due diverse strade: da una parte lo studio clinico dell’uso del dispositivo, dall’altra lo studio di terapie rigenerative per il cuore.

Stefania Somaré

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