Fibrillazione atriale: al Monzino una nuova tecnica

Sono già una decina i pazienti affetti da fibrillazione atriale che sono stati sottoposti a trattamento con la tecnologia “Acutus”, in sperimentazione presso il Centro Cardiologico Monzino di Milano, prima struttura a utilizzarla in Italia. «Si tratta di un nuovo sistema di mappaggio del cuore, che utilizza gli ultrasuoni per ricostruire l’anatomia cardiaca e identificare i circuiti elettrici critici, responsabili delle anomalie del ritmo», spiega il professor Claudio Tondo, responsabile dell’Aritmologia del Monzino. Rispetto ai sistemi di mappaggio cardiaco attualmente in uso, la nuova tecnologia si presenta più rapida e flessibile: in pochi secondi è in grado di ricostruire l’anatomia cardiaca e mapparne i circuiti elettrici, consentendo agli specialisti di individuare i punti esatti dove eseguire la procedura ablativa che neutralizza i circuiti impazziti.

Prof. Claudio Tondo

Riprende il professor Tondo: «insieme alla rapidità, anche la flessibilità di questa nuova tecnologia fa la differenza. Non di rado infatti accade che, a seguito dell’intervento ablativo, l’aritmia cambi il suo punto di origine. Grazie alla guida ecografica del sistema, il cardiologo può effettuare subito una nuova ablazione senza ripetere la classica procedura di mappatura, che utilizza un tradizionale catetere e richiede molto più tempo. Al momento abbiamo eseguito una decina di casi con ottimi risultati e abbiamo avviato uno studio clinico per pazienti con fibrillazione atriale cronica. Siamo entusiasti delle possibilità che offre il nuovo dispositivo per migliorare il trattamento di una malattia così complessa e invalidante, specialmente nelle sue forme più complesse».

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