Ri.MED e Ismett: la collaborazione pubblico-privato dà i suoi frutti

Antonio D'Amore

“Bringing health and economic development through public-private partnerships”: è il titolo del X simposio scientifico della fondazione Ri.MED, incentrato quest’anno sulla traslazionalità dell’applicazione clinica, fattore fondamentale per mettere in atto la medicina personalizzata. L’idea è che, unendo pubblico e privato e differenti professionalità, si possa giungere ad approcci innovativi su molti fronti, come la collaborazione tra Ri.MED e Ismett.
Durante il simposio sono state presentate alcune novità, come nuove protesi valvolari basate su polimeri innovativi. Il loro ideatore, Antonio D’Amore (nella foto), le descrive così: «abbiamo sviluppato e testato su modelli preclinici nuove protesi valvolari basate su polimeri innovativi che consentono di ottenere valvole cardiache che non richiedono anticoagulanti e che non calcificano. Abbiamo creato una struttura temporanea di supporto (scaffold) costituita da microscopici filamenti di polimero che, una volta impiantata, viene infiltrata dalle cellule stesse del paziente ricevente. Le cellule proliferano e non producono alcuna risposta immune. Il processo di formazione del collagene progredisce fino alla formazione di un organo sano e funzionale: la valvola cresce con il paziente. Abbiamo creato dei prototipi (aortica, mitrale, polmonare e tricuspide) e adesso stiamo effettuando la valutazione su modelli preclinici, per estendere l’intervallo di osservazione fino a 18 mesi e poter procedere al primo trapianto nell’uomo previsto per il 2022».
Salvatore Pasta, ricercatore Ri.MED e ideatore di un nuovo modello computazionale basato sulla medicina predittiva, afferma: «il modello computazionale che abbiamo sviluppato è attualmente adottato per i pazienti con aneurisma aortico seguiti dal nostro partner ospedaliero Irccs Ismett, anche grazie al supporto del programma di ricerca sanitaria del Ministero della Salute. Il nostro database di parametri computazionali predittivi si basa su una popolazione di oltre cinquanta pazienti ed è continuamente aggiornato e migliorato per tenere in considerazione l’effetto di tutti i fattori di rischio che influiscono sull’evolversi della patologia».
Tra le novità presentate durante il simposio, nuovi target terapeutici per le malattie neurodegenerative, nuove frontiere per il trattamento del diabete di tipo 1 e lo sviluppo di biomateriali e micro-bioreattori.

Stefania Somaré

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