Tumore epatico: a Cefalù si asportano con una nuova

Nuova tecnica per asportare tumori epatici a Cefalù
Marcello Giuseppe Spampinato

La Fondazione Giglio di Cefalù ha iniziato di recente a utilizzare una nuova tecnica per asportare i tumori epatici, detta della fluorescenza o del verde di indocianina, una sostanza innocua per il corpo umano che, una volta iniettata, riesce a indicare con precisione il tumore presente nel fegato.
Il responsabile della chirurgia del Giglio, Marcello Spampinato, ha confermato che «questa sostanza permette ai chirurghi di scoprire anche piccole metastasi non visibili a TC e risonanza magnetica preoperatorie».

L’iniezione avviene 24 ore prima dell’intervento.
L’indocianina viene trattenuta solo dal tumore primario e dalle sue metastasi, consentendo così al chirurgo di intervenire con massima precisione.

Il dott. Spampinato con Vittorio Virgilio, direttore generale dell’Ospedale San Raffaele Giglio

«Siamo una delle prime équipe chirurgiche in Italia a utilizzare questa recentissima innovazione tecnologica sul fegato – continua Spampinato, che specifica – La resezione epatica, grazie a una apposita apparecchiatura viene guidata dalla “fluorescenza” e l’asportazione del tumore viene completata evitando di lasciarne residui, soprattutto in prossimità dei margini di resezione».

Al momento sono stati eseguiti 5 interventi utilizzando questa tecnica. «Uno straordinario passo avanti nella lotta ai tumori del fegato», afferma il direttore generale Vittorio Virgilio, «che vede l’ospedale di Cefalù sempre più qualificato nella vocazione oncologica e protagonista nell’acquisizione di tecnologie e tecniche all’avanguardia».

Stefania Somaré

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