Sumeet Chugh, direttore dell’Istituto di Cardiologia Genomica del Cedars-Sinai Heart Institute di Los Angeles, ha scoperto con il suo team di lavoro il modo per sfruttare un normale ecg per predire i rischi dell’arresto cardiaco improvviso, evento che si verifica a causa di un corto-circuito elettrico che porta il cuore a smettere di battere.

A oggi circa il 90% di chi sperimenta questa situazione muore. L’intervento deve essere infatti istantaneo per poter salvare la vita di queste persone.

Chugh ha messo a punto un nuovo score predittivo del rischio di avere un arresto cardiaco: questo score si basa sulla lettura dei dati di un elettrocardiogramma a 12 derivazioni. Lo score viene calcolato prendendo più informazioni dal tabulato dell’ecg, tra cui: battito cardiaco, spessore della parete cardiaca nel ventricolo sinistro e 4 misure specifiche che indicano come la muscolatura cardiaca si comporta in fase di sistole e diastole.

Mettendo insieme questi dati, si ottiene uno score che va da 0 a 6: vedersi assegnare un 4 indicherebbe una probabilità del 20% superiore alla media di essere vittima di arresto cardiaco. Si tratta di uno strumento poco costoso e accessibile a ogni struttura ospedaliera e cardiologo. Lo studio è stato pubblicato lo scorso giugno sulla rivista European Heart Journal.

Stefania Somaré

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