Massimo Bellini

Con oltre 2000 specialisti l’Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Digestivi Ospedalieri ha un nuovo presidente: si tratta di Massimo Bellini, il direttore della UOC Gastroenterologia Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, che va a sostituire il presidente uscente, Marco Soncini.

Laureatosi a Pisa in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Malattie dell’Apparato Digerente, ha perfezionato i propri studi con un dottorato in Fisiopatologia Clinica presso l’UniversitĂ  di Firenze. La nomina avrĂ  durata biennale.

Tra gli obiettivi del nuovo presidente c’è anche il rinforzo del posizionamento di AIGO nella gastroenterologia internazionale, come confermato dalle sue parole: Â«AIGO è un’associazione viva e vitale, oltre che molto unita; il mio compito sarĂ  quello di potenziare e sviluppare ulteriormente il lavoro svolto dai miei predecessori negli ultimi anni.

In primo luogo, sarà importante consolidare il posizionamento dell’associazione nell’ambito della Gastroenterologia europea e internazionale: una prospettiva indispensabile specialmente per i nostri giovani a cui dobbiamo dare speranza in questi momenti difficili. Per questo verrà creato un gruppo di lavoro specifico che possa lavorare a migliorare ulteriormente il posizionamento internazionale di AIGO».

AIGO e i giovani

Il nuovo presidente, in linea con i precedenti, punta molto sui giovani. Spiega: Â«lavorare con i giovani e per i giovani significherĂ  ascoltare le loro esigenze e i loro bisogni attraverso la commissione AIGO a loro dedicata e la loro diretta e fattiva presenza nei direttivi regionali e nelle Commissioni scientifiche. Fondamentale sarĂ  l’implementazione di tutte le attivitĂ  formative promosse dall’associazione quali la EUS Academy, la Summer School of Endoscopy, la Winter School e AIGO fa scuola, ripensando anche a iniziative efficaci per sostenere i soggiorni all’estero».

Altro tassello importante per l’associazione è proseguire nel suo radicamento territoriale, puntando al rinforzo a livello regionale. Scelta dettata dalla natura stessa del nostro Sistema Sanitario, con la sua autonomia regionale.

Conferma Bellini: Â«il nostro SSN è impostato su differenti modelli regionali e quindi l’articolazione regionale è quella che meglio risponde alla possibilitĂ  di difendere la disciplina nelle differenti realtà». L’intento finale è quello di supportare il SSN pubblico stesso in questi momenti difficili.