All’Ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno ablazione con tecnica “raggi zero”

Causate da diversi fattori come stress, nutrizione scorretta, fumo ed eccesso di alcol, malattie cardiovascolari e squilibri elettrolitici nel sangue, le aritmie sono molto diffuse nella popolazione e, nella maggioranza dei casi, del tutto innocue.
Ci sono casi, però, nei quali un ritmo cardiaco oltre i 100 battiti al minuto (tachicardia) o sotto i 60 battiti al minuto (bradicardia) oppure uno completamente irregolare (fibrillazione atriale, per esempio), rende difficile al cuore lavorare nel migliore dei modi.

Tra le aritmie più gravi vi è la fibrillazione atriale, che interessa in particolare gli 65 anni con un’incidenza del 5%, valore che sale al 10% quando si superano gli 80 anni. Quando non rientra autonomamente, la fibrillazione atriale necessita di essere trattata: quando i piani terapeutici farmacologici non danno gli esiti sperati, si considera l’ablazione percutanea, che consiste nel portare dei cateteri vicino alla sede del cuore dove si pensa nasca l’aritmia, passando per il sistema venoso periferico, e si bruciano o ghiacciano le cellule responsabili.

Nell’approccio convenzionale il posizionamento corretto dei cateteri si ottiene con i raggi x, sottoponendo il paziente a una radiazione corrispondente a quella di 200 radiografie del torace.
La Cardiologia dell’Ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno, afferente all’Azienda Sanitaria Unica Regionale delle Marche, ha sviluppato una tecnica alternativa all’uso di raggi x per assicurare precisione all’intervento di ablazione.
La tecnica si chiama “raggi zero” e sfrutta sofisticati sistemi di mappatura 3D del cuore, in uso da tempo per valutare le aritmie più complesse.

La scelta aziendale è di sfruttare questi sistemi di mappatura per tutte le aritmie, anche perché queste consentono di ottenere una visualizzazione dell’anatomia del cuore più immediata e reale, di fatto rendendo la procedura di ablazione ancora più sicura ed efficace: in particolare, è possibile individuare con maggior precisione il punto di nascita delle aritmie.

Godono in particolare di questa metodica i giovani con tachicardie parossistiche sopraventicolari, un tipo di tachicardie caratterizzate da battito costante, ma compreso tra i 160 e i 220 battiti al minuto: queste originano nella parte del cuore sopra i ventricoli.

L’ablazione “raggi zero” è stata di recente migliorata con l’introduzione di un nuovo sistema di mappatura 3D del cuore che non solo ricostruisce l’anatomia dell’organo, ma anche di fornire informazioni supplementari sulle proprietà del tessuto cardiaco che si pensa possano essere importanti per incrementare i profili di sicurezza e di efficacia delle ablazioni.

Il dott. Procolo Marchese, la dott.ssa Gennaro e il dott. Mazzotta, del gruppo Aritmologia, sono molto soddisfatti dei risultati ottenuti che condividono con il dott. Pierfrancesco Grossi, l’attuale sostituto primario dell’UOC di Cardiologia dell’Ospedale Mazzoni. Questa tecnologia è al momento utilizzata solo in 20 centri nel mondo.

Stefania Somaré

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