Con l’avvio dell’anno accademico è stata inaugurata la nuova Scuola di Formazione in Chirurgia Robotica del Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università Statale di Milano, che si svolge presso il Polo Universitario dell’Ospedale San Paolo, punto di riferimento nazionale per lo sviluppo, l’estensione e il trasferimento tecnologico della robotica applicata alla chirurgia.
Il corso, finanziato dalla Regione con 700.000 euro, è diretto dal professor Enrico Opocher, direttore del Dipartimento di Chirurgia dell’ASST Santi Paolo e Carlo e risponde alle esigenze formative e chirurgiche riconosciute come importanti nel mondo per insegnare al meglio l’utilizzo della macchina robotica in sala operatoria, dove è previsto anche un tutoraggio per lo start-up del programma chirurgico.

L’Ospedale San Paolo ha quindi visto l’allestimento di una sala operatoria integrata con l’installazione di un sistema robotico a doppia consolle, una per il discente e l’altra per lo studente, e aule didattiche fornite di collegamento con la sala operatoria per la live surgery e simulatore robotico.

Il dottor Matteo Stocco, direttore generale dell’ASST Santi Paolo e Carlo, ha sottolineato: «con questo progetto l’Università degli Studi di Milano avvalora i nostri specialisti in termini di competenza clinica e tecnologica, permettendoci di aumentare l’offerta sanitaria e specialistica sul territorio, rendendo fruibile ai pazienti le migliori tecnologie.

È un vanto per noi far parte di questa importante rete formativa che implementa la vocazione dell’ASST Santi Paolo e Carlo all’insegnamento».

Aggiunge il professor Stefano Centanni, direttore del Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università degli Studi di Milano: «sono lieto di assistere all’inaugurazione di questa Scuola di Chirurgia Robotica, che rappresenta una sintesi virtuosa nella collaborazione tra Regione Lombardia, Università degli Studi di Milano e ASST Santi Paolo e Carlo.
È un progetto ambizioso al quale abbiamo tutti insieme dedicato tempo, energia e risorse e che costituisce per il nostro Dipartimento un elemento di orgoglio e uno stimolo a un impegno sempre maggiore.
Ritengo possa davvero rappresentare, anche in collaborazione con altre competenze presenti nel nostro Ateneo e altre che a breve integreranno la compagine del Dipartimento di Scienze della Salute, una valida risposta al necessario sviluppo di tecnologie chirurgiche sempre più avanzate a vantaggio dei pazienti».

Stefania Somaré

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